Sanremo 2026, boom del turismo nella città dei fiori: un giro d'affari di quasi 200 milioni di euro - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 13:21

Sanremo 2026, boom del turismo nella città dei fiori: un giro d'affari di quasi 200 milioni di euro

Crescono arrivi e pernottamenti. Per i ristoranti si prevede un aumento del 53%

di Matteo Posci

Sanremo 2026, boom di affari per il settore turistico: l'indotto per il Comune ligure arriverebbe a 200 milioni di euro

Domani 24 febbraio parte ufficialmente Sanremo 2026, ma in attesa del riscontro di pubblico il Comune ligure già festeggia per la crescita del turismo. Stando al report di Jfc, anticipato da Il Sole 24 Ore, si stima che il giro d'affari del Festival per la cittadina sulla Riviera dei Fiori si attesti sui 200 milioni di euro, in crescita del 9,2% rispetto all'edizione precedente,. 

Da sola la copertura mediatica e la valorizzazione del brand Sanremo vale quasi 150 milioni di euro. Nel computo non sono invece considerate le spese e le entrate pubblicitarie delle Rai, oltre ad altre sponsorizzazioni che non ricadono direttamente sul territorio.

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Secondo il report quest'anno per Sanremo 2026 si attendono nel Comune ligure quasi 7.250 arrivi (+7,3% rispetto all'anno precedente) e quasi 40mila pernottamenti (+14,3%). La permanenza media arriva a 5,5 giorni. Le strutture alberghiere sono state scelte da quasi due terzi degli ospiti. I consumi di staff e addetti lavori sarà di 44 milioni di euro, di cui 25 milioni sono destinati alla filiera turistica. Il settore dell'hospitality dovrebbe crescere del 27% e quello di bar e ristorante del 53%. Jfc prevede invece una flessione degli incassi per i commercianti locali. Cresce invece la spesa per trasporto pubblico e privato insieme ai parcheggi (44%).

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"Le rilevazioni indicano una crescita delle presenze supportate anche da un leggero incremento dei prezzi che portato ad aumenti a doppia cifra. - spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dello studio - Diversa la situazione del commercio le cui previsioni sono negative a causa di una minore disponibilità della spesa del pubblico".

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