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Scoppia il caso “Piano Mattei”, gli eredi a Meloni: “Via quel cognome dal programma per l’Africa”

La diffida a Palazzo Chigi e la motivazione politica. Poi la battaglia legale con Eni per due quadri di “Morandi”

Scoppia il caso “Piano Mattei”, gli eredi a Meloni: “Via quel cognome dal programma per l’Africa”
piano mattei

Giorgia Meloni punta forte sul suo piano per l’Africa, la premier si è spesa molto per questo progetto e il governo italiano ha investito anche parecchi soldi. L’accordo con i paesi africani è stato siglato dalla premier il 29 gennaio 2024, in occasione del vertice Italia-Africa tenutosi a Roma. Il piano prevede una dotazione pubblica iniziale di circa 5,5 miliardi di euro. Una cifra consistente che certifica l’importanza di questo progetto per Palazzo Chigi. Ma c’è il rischio che questo piano debba cambiare nome. Lo scorso 27 marzo, infatti, – riporta La Stampa – uno dei nipoti di Enrico Mattei, la figura a cui tutto è stato ispirato, ha scritto una mail tramite Pec a Palazzo Chigi: “Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto Piano Mattei“. La mail è firmata Pietro Mattei, nipote appunto di Enrico, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d’Italia.

Il fondatore del colosso petrolifero Eni, è da sempre considerato uno dei protagonisti del boom economico postbellico. Alla domanda sul perché questa diffida sia scattata solo ora e non subito dopo l’annuncio del piano, l’erede di Mattei risponde così. “All’inizio ho detto “vediamo che fanno“. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina”.

Ma i familiari avrebbero presentato un’altra denuncia, questa volta all’Eni, per riavere i quadri dello zio. Le due nature morte di Morandi – datate 1919 e 1941 e in mostra fino allo scorso gennaio al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Posizioni contrastanti tra eredi ed Eni. Si andrà a giudizio, gli eredi sostengono che “appartengano a Mattei” e Eni replica: “fanno parte del nostro patrimonio”. Deciderà un giudice.