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Economia
Shell prepara la fusione da 65 miliardi con Bg e rilancia la sfida a Exxon

Aria di M&A nel mercato dell'oil, operazioni favorite dal basso prezzo del petrolio. Dopo che ieri il matrimonio tra FedEx e TNT Express ha animato la giornata borsistica del Vecchio Continente, la compagnia petrolifera anglo-olandese Royal Dutch Shell è in avanzate trattative per acquisire Bg, l'ex utility pubblica inglese del gas avviando un nuova super-fusione, la prima da 10 anni a questa parte. L'obiettivo sarebbe quello di espandere la produzione di gas colmando il gap con ExxonMobil. Bg controlla grandi progetti in Brasile, Africa orientale, Australia, Kazakhstan e Egitto. E' valutata 46 miliardi di dollari. La capitalizzazione di mercati di Shell è di 202 miliardi di dollari, contro i 360 miliardi di dollari di ExxonMobil.

Bg Gas ha confermato le trattative con Shell, sottolineando però come non ci sia nulla di formalizzato. Secondo le normative britanniche Shell ha tempo fino al 5 maggio per presentare ufficialmente l'Opa (anche se la scadenza potrebbe essere prorogata). In un comunicato congiunto, le due società spiegano che in base all'accordo Shell pagherà un mix in cash e azioni per ogni azione Bg per circa 1,35 sterline, un premio di circa il 52% sulla media di 90 giorni di negoziazione in borsa.
 
Gli azionisti di BG avranno circa il 19% del gruppo combinato. I due gruppi hanno confermato che Shell pagherà un dividendo di 1,88 dollari per le azioni ordinarie nel 2015 e almeno la stessa cifra nel 2016. Shell dovrebbe iniziare un programma di buyback nel 2017 di almeno 25 miliardi di dollari per il periodo 2017-2020.

La transazione, se completata, riporta inoltre al centro del palcoscenico un settore, quello energetico, che se di recente ha sofferto per il calo dei prezzi del petrolio era però rimasto ancora in disparte nell’ultima partita delle grandi acquisizioni. Durante i primi tre mesi dell’anno, secondo la società specializzata Dealogic, soltanto 19,1 miliardi di dollari di “deal” hanno avuto per protagoniste società del greggio e del gas. Lo scorso novembre, tuttavia, in uno dei primi segnali di possibili nuovi consolidamenti in arrivo il colosso americano dei servizi e delle tecnologie per il settore Halliburton aveva rilevato la rivale Baker Hughes per 35 miliardi di dollari.

La Bg aveva denunciato in febbraio le proprie difficoltà con una drastica svalutazione di quasi 9 miliardi di dollari delle sue attività. Da parte sua Shell, che ha una market cap di oltre 192 miliardi di dollari, era stata costretta a far scattare le prime contromisure al cospetto del terremoto sulle quotazioni del petrolio imboccando la strada del risparmio, come hanno fatto numerosi altri colossi del settore. La società ha previsto tagli negli investimenti per 15 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi tre anni e riduzioni in particolare nelle operazioni di “shale”, cioè di gas e greggio da fratturazione idraulica.

 

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