Snam, il titolo sale a Piazza Affari dopo la presentazione dei conti e del nuovo piano strategico
Snam in rialzo a Piazza Affari dopo la diffusione dei conti 2025, del nuovo piano strategico e delle indicazioni del management. In Borsa il colosso energetico guadagna circa l’1,2% a 6,44 euro, in controtendenza rispetto all’andamento negativo dell’indice FTSE MIB, che nello stesso momento cede circa lo 0,8%.
Il gruppo ha chiuso il 2025 con risultati in crescita: i ricavi salgono dell’8,9% superando 3,88 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo aumenta del 7,8% a 2,97 miliardi. L’utile netto registra un progresso del 10,3%, attestandosi a oltre 1,42 miliardi di euro. Gli investimenti ammontano a 2,76 miliardi, in calo rispetto ai 2,9 miliardi dell’anno precedente, mentre l’indebitamento netto si ferma a 17,5 miliardi, risultando inferiore alle stime. Il gruppo annuncia inoltre un dividendo di 30,21 centesimi per azione, in aumento del 4%.
Nel nuovo piano strategico 2026-2030 Snam prevede 14 miliardi di euro di investimenti destinati allo sviluppo e al rafforzamento delle infrastrutture energetiche. La quota principale, 9,2 miliardi, sarà dedicata alle attività di trasporto del gas, mentre 2,1 miliardi andranno al potenziamento degli stoccaggi. Ulteriori risorse sono previste per la rigassificazione, tra cui l’espansione del terminale di Terminale di Panigaglia in Liguria e il consolidamento del rigassificatore offshore al largo di Livorno. Il piano include inoltre 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ a Ravenna, 200 milioni per lo sviluppo della dorsale dell’idrogeno, 140 milioni per il biometano, 240 milioni per l’efficienza energetica e 1 miliardo per innovazione tecnologica e digitale.
Nel frattempo il gruppo ha completato l’acquisizione del 100% del rigassificatore OLT Offshore LNG Toscana, al largo di Livorno, per 129 milioni di euro. L’impianto, operativo dal 2013, ha una capacità di rigassificazione di circa 5 miliardi di metri cubi l’anno, pari a quasi l’8% della domanda di gas italiana. Per il 2026 Snam prevede una RAB regolata in crescita del 10% a circa 28,8 miliardi di euro, un margine operativo lordo di circa 3,1 miliardi e un utile netto stimato in aumento del 6% a circa 1,45 miliardi, mentre l’indebitamento netto è atteso intorno ai 19 miliardi.
Commentando il piano, l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi ha sottolineato che il gruppo affronta “in modo pragmatico le sfide poste dall’attuale contesto globale” e ha evidenziato che “la domanda di energia è destinata a crescere nel medio-lungo periodo e il gas continuerà a svolgere un ruolo centrale come vettore di bilanciamento del sistema energetico”.
Sulla situazione internazionale, Scornajenchi ha aggiunto: “Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione in Medio Oriente, anche se il nostro Paese è meno esposto di altri grazie alle opzioni offerte dai 10 punti di ingresso del gas ma anche per gli stoccaggi, che evidenziano ancora considerevoli soglie di riempimento, superiori al 45% e con la stagione invernale prossima alla conclusione”. L’AD ha precisato che “la dimensione degli impatti dipenderà dalla durata e dall’estensione del conflitto, quindi ogni affermazione in questo senso può essere smentita il giorno successivo. Quello che mi sento di dire, in ogni caso, è che le infrastrutture di trasporto, stoccaggio e rigassificazione in capo a Snam non si trovano in teatri di guerra, sono tutte in esercizio e abilitano un’ampia diversificazione degli approvvigionamenti, pensata e perseguita al preciso scopo di poter fronteggiare anche questo tipo di eventi”.
Riguardo al ruolo del governo, l’AD ha dichiarato: “L’integrazione energetica significa mettere in equilibrio stabilità del sistema, riduzione delle emissioni e competitività industriale. Bisogna riconoscere al Governo il merito e il coraggio di aver affrontato un tema estremamente complesso come quello dei costi dell’energia, cercando soluzioni di lungo periodo a tutela del nostro tessuto industriale e delle famiglie”. Scornajenchi ha sottolineato che “il nostro Piano rafforza il sistema Paese, rafforza il ruolo dell’Italia in Europa, rafforza la resilienza delle nostre infrastrutture, che sono un fattore di stabilità in un contesto geopolitico incerto”.
Sulla decarbonizzazione, il manager ha chiarito: “Vorrei essere molto chiaro su un punto: la sicurezza energetica e la decarbonizzazione non sono alternative. Sono due obiettivi che devono avanzare insieme. Senza sicurezza, la transizione perde consenso sociale. Senza sostenibilità, lo sviluppo perde legittimità”. “Sul fronte ambientale il nostro impegno è chiaro: riduzione significativa delle emissioni operative entro il 2030, neutralità climatica per le emissioni dirette entro il 2040, azzeramento netto entro il 2050. Abbiamo già ridotto in modo drastico le emissioni di metano rispetto al 2015 e continueremo su questa traiettoria”, ha aggiunto.
Infine, Scornajenchi ha definito il piano come un cambio di paradigma, da transizione a integrazione energetica: “Presentiamo un Piano che non è soltanto un programma di investimenti, ma una visione sul futuro del sistema energetico italiano ed europeo. Viviamo in un contesto geopolitico instabile. La domanda di energia continua a crescere. L’elettrificazione avanza, ma non ai ritmi ipotizzati solo pochi anni fa. Le rinnovabili crescono, ma richiedono sempre più flessibilità e capacità di bilanciamento. La nostra sfida non è più solo sostituire una fonte con un’altra. La vera sfida è integrare in modo efficace e sicuro gas, rinnovabili, nuove tecnologie e nuovi vettori energetici, garantendo insieme sicurezza, sostenibilità e competitività”.
Con il nuovo piano strategico, ha concluso, Snam punta a rafforzare le infrastrutture strategiche, gestire in modo proattivo il portafoglio delle partecipazioni e consolidare il ruolo dell’Italia come piattaforma energetica nel Mediterraneo, facendo leva su innovazione tecnologica, competenze interne e sostenibilità.
Le dichiarazioni ad Affaritaliani di Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam
“Il nostro piano strategico prevede 14 miliardi di euro di investimenti tra il 2026 e il 2030, destinati principalmente al rafforzamento delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio. Le strutture di stoccaggio devono essere mantenute e sviluppate a lungo termine, considerando che oggi copriamo già quasi il 98% della capacità nazionale. Sul fronte del trasporto, invece, sono previsti nuovi interventi, tra cui il completamento della linea triatica, vera e propria spina dorsale del Paese che consente di spostare il gas dal Sud verso il Nord, aumentando di 10 miliardi di metri cubi la capacità di trasporto, e il progetto di metanizzazione della Sardegna“, ha dichiarato Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, ai microfoni di Affaritaliani.
Scornajenchi ha continuato: “Il piano strategico di Snam per il 2026-2030 si fonda sul concetto di integrazione energetica. Negli ultimi anni si è parlato molto di transizione energetica, talvolta in termini contrapposti: fossile contro rinnovabile, elettricità contro gas. Noi riteniamo che questo approccio non sia corretto: gli eventi recenti lo dimostrano, come le crisi energetiche in Spagna e Germania. La polarizzazione non paga mai. In un mondo in cui cresce l’elettrificazione e il contributo delle rinnovabili, è necessario avere strumenti che stabilizzino il sistema. Solo attraverso l’integrazione dei diversi vettori energetici è possibile costruire un sistema resiliente e diversificato“.
“La diversificazione è infatti un elemento fondamentale. In questi giorni stiamo affrontando un’ennesima crisi legata all’energia che potremo superare esclusivamente grazie al nostro assetto diversificato. Circa il 10% del gas importato annualmente proviene dal Qatar, attraversando lo stretto di Ormuz, quindi esposto alle tensioni geopolitiche in corso nella regione. Potremo affrontare questa crisi proprio grazie alle infrastrutture diversificate che Snam ha sviluppato e continuerà a sviluppare anche in futuro“, ha concluso Scornajenchi.

