Tassi fermi, ma il rialzo è solo rimandato
La BCE lascia fermi i tassi, ma il rialzo è solo rimandato: analizzando la curva dei futures, i mercati si apettano due aumenti entro la fine dell’anno per un totale di 0,50%, con l’inevitabile conseguenza per le famiglie che hanno in corso un mutuo a tasso variabile che vedranno aumentare la rata mensile.
Per altro, difficilmente saranno gli unici interventi: le aspettative dei mercati indicano, infatti, un due aumenti entro la fine dell’anno e un probabile terzo aumento a inizio 2027, successivamente tassi stabili fino alla prima metà del 2029, sempre in assenza di ulteriori shock in grado di sconvolgere lo scenario a livello globale.
“In questa fase caratterizzata da forte instabilità ed incertezza, le famiglie si trovano non solo a dover sostenere l’incremento dei costi dell’energia e di molti prodotti e servizi. Con l’aumento dei tassi, per i mutui a tasso variabile l’effetto sarà immediato, dato che l’Euribor — l’indice di riferimento per il mercato — segue piuttosto da vicino le decisioni della BCE.
Nello specifico, per un mutuo di 150.000 euro e durata di 30 anni, che rappresenta una tipologia largamente diffusa nel nostro Paese, l’aumento di 0,50% dei tassi comporta per i mutuatari una crescita della rata pari a circa 42 euro al mese e 505 euro all’anno”, commenta Stefano Rossini, Amministratore Delegato di MutuiSupermarket.it.
Per chi invece ha già in corso un mutuo a tasso fisso, ovviamente non ci sarebbe nessun effetto concreto. Chi però sta valutando di stipulare un finanziamento a sostegno dell’acquisto di un immobile, oggi può ancora approfittare delle condizioni bloccate offerte da alcuni istituti: se si prevede di arrivare al rogito entro l’estate, vale la pena considerare la proposta di alcune banche – come Credit Agricole e BPER – che ancora garantiscono il tasso per chi firma entro fine agosto o settembre.
Chi invece pensa di sottoscrivere il mutuo più avanti, troverà tassi su cui il rialzo della BCE avrà inevitabilmente già inciso, con un ulteriore aggravio del peso della rata mensile sul bilancio familiare.

