Tim, conti da urlo nel 2025
Tim chiude in utile nel 2025 per 519 milioni. Un buon risultato, conseguito grazie alla controllata Brasiliana e al rimborso del canone di concessione da parte del governo. Non si può dimenticare infatti che società proveniva da anni da bilanci in rosso: nel 2024 dove la perdita era stata di 364 milioni di euro. La società ha sottolineato che forte è stato il contributo all’utile del quarto trimestre dove si sono fatti più sentire gli aumenti tariffari praticati ai clienti e che è stato pari a 473 milioni.
In perdita resta Tim Spa (che raggruppa principalmente il business domestico) per 155 milioni per impatti negativi generati da una modifica della durata dei costi di acquisizione clienti (-600 milioni) e adeguamento del valore di Sparkle (-115 milioni). Ma anche in questo caso si tratta di un successo dato che lo scorso anno, per Tim Spa, la perdita era stata di 1,2 miliardi di euro. Il cda ha approvato dunque i dati definitivi per il 2025 confermando gli altri numeri già diffusi tra cui i ricavi +2,7% a 13,7 miliardi di euro, l’ebitda after lease di gruppo pari a 3,7 miliardi di euro (+6,5%) e debito netto in calo a 6,9 miliardi di euro.
E’ stata convocata l’assemblea per il prossimo 15 aprile che discuterà del buyback fino a 400 milioni (che è la “remunerazione” agli azionisti per il 2026 mentre nel 2027 è previsto finalmente un dividendo vero) e del raggruppamento delle azioni 1 a 10 che permetterà di alzare il prezzo del singolo titolo permettendo anche a fondi o investitori istituzionali che non possono acquistare titoli dal valore inferiore di 1 euro di acquisirli.
Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante è positivo per 297 milioni (-610 milioni di euro nel 2024), a valle della quota di utile di 222 milioni di competenza delle minoranze di Tim Brasil. Tra i principali traguardi per l’Italia c’è l’approvvigionamento elettrico al 100% da fonti rinnovabili certificate, come già avviene in Brasile dal 2021.

