Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Top Brand Reputation, Intesa Sanpaolo batte tutti. Eni seconda, UniCredit terza. Chi rimane fuori dal podio

Top Brand Reputation, Intesa Sanpaolo batte tutti. Eni seconda, UniCredit terza. Chi rimane fuori dal podio

Nel report di Reputation Manager sul trimestre ottobre-dicembre 2025, Finance è il settore più forte per reputazione e Media & Telco resta il più discusso

Top Brand Reputation, Intesa Sanpaolo batte tutti. Eni seconda, UniCredit terza. Chi rimane fuori dal podio
Carlo Messina, Intesa Sanpaolo

Oltre 2,5 milioni di contenuti analizzati: Media & Telco domina i volumi, la moda arretra nel trimestre

Intesa Sanpaolo, Eni e UniCredit occupano le prime tre posizioni della Top Brand Reputation, la classifica elaborata da Reputation Manager che quantifica la reputazione online in Italia di oltre 200 aziende, estendendo il monitoraggio anche a numerosi brand internazionali.

L’osservatorio esamina, per ciascuna azienda, l’identità digitale, i contenuti presenti in rete e la loro evoluzione nel tempo, calcolando l’impatto reputazionale di ogni contenuto attraverso un modello che considera oltre 100 parametri. Nel trimestre 1° ottobre-31 dicembre 2025 sono stati rilevati e analizzati oltre 2,5 milioni di contenuti online relativi alle 217 aziende incluse nel paniere.

I dati dell’ultima edizione dell’osservatorio mostrano che i settori Finance, Energy e Media & Telco sono quelli con la più alta reputazione nel trimestre. Le prime cinque aziende classificate nel settore finanziario registrano una media di punteggio pari a 74,91 (+3,8%) su 100, il cluster dell’energia segue con 74,58 (+8,1%) e Media & Telco ottiene il bronzo con 64,93 punti su 100 (+4,2%).

“Il trimestre mostra una correlazione chiara tra esposizione mediatica e solidità reputazionale nei settori Finance e Media & Telco, che guidano sia i volumi che gli score – dichiara Andrea Barchiesi, fondatore e CEO di Reputation Manager – Ma un caso significativo è quello dell’Energy: pur non figurando tra i cluster più citati, la sua Top 5 esprime la seconda media di settore più alta, segno che una narrativa focalizzata su risultati concreti, come utili, rating e transizione energetica, può valere più della semplice presenza.”

Eni conquista l’argento, ingresso in Top 10 per Fincantieri

La graduatoria trimestrale conferma Intesa Sanpaolo, guidata da Carlo Messina, al vertice con 88,87 punti. Nel trimestre, il gruppo si è distinto per il lancio dell’Academy Intesa Sanpaolo e dei progetti per i giovani ZeroNeet, con partnership attive con Fondazione Cariplo e Generation Italy; per le operazioni negli USA da 50 miliardi e il rafforzamento della presenza in Medio Oriente.

Eni, con Claudio Descalzi al timone, avanza di una posizione al secondo posto con 82,11 punti: il gruppo ha registrato risultati superiori alle attese con utili nei nove mesi a 3,8 miliardi, ha avviato Plenitude Fibra e l’hub di energie rinnovabili a Calenzano e ha ottenuto l’upgrade del rating Moody’s ad A3.

Completa il podio UniCredit, sotto la direzione di Andrea Orcel, con 80,78 punti, forte di un utile nei nove mesi in crescita del 13% a 8,7 miliardi, dei progetti sociali Semi di Bene, delle borse di studio Uni.ON e del riconoscimento di Banca dell’Anno in Italia e in altri cinque Paesi.

Top Brand Reputation, Intesa Sanpaolo batte tutti. Eni seconda, UniCredit terza. Chi rimane fuori dal podio

Poste Italiane, con Matteo Del Fante alla guida, sale al quarto posto (+1) con 80,33 punti, grazie al premio internazionale “Liberi di Crescere”, alle iniziative di educazione finanziaria e alle consegne green, che ne consolidano la leadership europea nel settore assicurativo sostenibile. Ferrari guadagna due posizioni al quinto posto (79,91), trainata dalla transizione verso l’elettrico con nuovi modelli ibridi e investimenti nel centro di collaudo Ferrari e-Vortex e nel campus M-Tech “Alfredo Ferrari”, nonché dal piano industriale al 2030 e dai successi sportivi.

Enel, guidata da Flavio Cattaneo, avanza di due posizioni al sesto posto (77,90): la digital company LENE, la capacità rinnovabile in crescita di 285 MW negli USA e il ruolo di Official Energy Partner dell’AC Milan ne rafforzano l’identità sostenibile, supportata dai cantieri per Milano-Cortina 2026 e dalla cabina elettrica record a Livigno. Mediaset, con Pier Silvio Berlusconi alla guida, si colloca al settimo posto con 74,70 punti: nel trimestre il gruppo ha consolidato la propria proiezione europea con l’accordo con la Baviera e l’acquisto di una partecipazione nel gruppo portoghese Impresa e ha registrato il raddoppio dell’utile nei nove mesi 2025. Fincantieri, con Pierroberto Folgiero alla guida, balza di tre posizioni all’ottavo posto (74,68) grazie a ricavi e margini positivi, a innovazioni come i droni subacquei e al piano industriale 2026-2030 incentrato su crescita, difesa, underwater e performance finanziaria.

A2A, con Renato Mazzoncini come AD, è al nono posto con 74,46 punti, trainata dall’avanzamento dei nuovi impianti rinnovabili, dagli investimenti nell’elettrificazione e da risultati economici solidi. Stabile al decimo posto Ferrovie dello Stato Italiane (74,45), con Stefano Antonio Donnarumma, che firma un accordo decennale con Edison per l’energia rinnovabile, ottiene la certificazione di parità di genere rilasciata da Bureau Veritas e firma gli accordi con Microsoft sull’intelligenza artificiale.

Acea e Snam entrano in Top 20

Terna è all’undicesimo posto (74,43), sostenuta dai progetti Sardinian e Central Link, dalla nuova linea di credito da 300 milioni legata a obiettivi ESG e dal miglioramento del rating Moody’. Stabile in dodicesima posizione Tim, guidata da Pietro Labriola, a quota 74,40 punti: il gruppo ha avviato un investimento da un miliardo su cloud, data center, edge computing e reti 5G e ha stretto una joint venture cloud con Poste Italiane. Cassa Depositi e Prestiti, con Dario Scannapieco al timone, si conferma al tredicesimo posto con 68,08 punti: il programma “Applica ora” per le startup, i progetti di housing per studenti fuori sede, l’iniziativa “Valore per il Territorio” e il volume “Famiglie e risparmio”, presentato per i 175 anni, accompagnano la conferma del rating BBB+ stabile da parte di Fitch.

Pirelli, sotto la direzione dell’AD Marco Tronchetti Provera, guadagna tre posizioni al quattordicesimo (67,49). Tra le notizie del periodo, la Cyber Tyre premiata agli AutoTech Breakthrough Awards. Il calendario Elements e Pirelli HangarBicocca promuovono inoltre arte, natura e tecnologia. Sky Italia, guidata da Andrea Duilio, è al quindicesimo posto (67,10), forte dei diritti su NBA, Champions League, Rugby Sei Nazioni e Formula 1 e del lancio di nuove serie e programmi originali.

Webuild, diretta da Pietro Salini, guadagna quattro posizioni al sedicesimo posto con 64,35 punti, grazie a nuovi appalti, al programma di formazione Build Up per giovani tecnici e a risultati economici che superano i target con rating S&P in rialzo. Iren, presieduta da Luca Dal Fabbro, è al diciassettesimo (63,98), con il Piano Industriale 2025-2030 da 6,4 miliardi come pilastro strategico e con l’utile netto in crescita del 12% nel 2025. Acea avanza di ben otto posizioni al diciottesimo posto con 63,75 punti: la cessione di Acea Energia a Plenitude (Eni) e il progetto “Scuola Educazione Idrica” sostengono una crescita dell’utile nei nove mesi del 46%. Snam, al diciannovesimo posto (+2) con 59,20, ha chiuso i nove mesi con un utile superiore a un miliardo (+10%) e ha varato il piano “Noi Snam”, con oltre metà dei dipendenti divenuti azionisti; la Fondazione Snam ha inoltre mobilitato 1.200 volontari contro la povertà alimentare e l’acquisizione di OLT da Igneo per 126 milioni si affianca al massimo rating ambientale CDP. Chiude la Top 20 Ferrero con 58,83 punti, forte dell’espansione internazionale, mentre l’Hazelnut Agronomy Program affronta la crisi delle nocciole e il fatturato in Italia supera quota 1,8 miliardi.

Appena fuori dalla Top 20, si segnala l’ascesa a doppia cifra (+10 posizioni) di Anas e Italgas, rispettivamente ventitreesima e ventiquattresima. La prima ha ricevuto il “Premio Mille e 118 Miglia del Soccorso per l’eccellenza sulla sicurezza stradale” e il premio “Luce! per il Sociale: comunicazione che illumina”, mentre la seconda ha visto un aumento dell’utile nei primi 9 mesi del 2025 del 45,2% e ricavi a 1,85 miliardi (+42,8%).

Le aziende che crescono di più in Top 200 sono Coca-Cola (+28 posizioni), Esselunga (+27), Ansaldo Energia (+26), FSI e Cementir Holding (+24), Banca Sella Holding (+23), De’ Longhi e Impresa Pizzarotti (+22), L’Oréal (+21) e Recordati (+20).

Top 5 di settore

I settori monitorati nell’osservatorio sono quindici. Di questi, Media & Telco continua a essere il più discusso, con volumi trimestrali pari a 694 mila (+3,6%). Secondo per volumi anche nel trimestre in esame, ma in contrazione, il cluster Automotive, con 425 mila contenuti (-6,6%). Conferma il bronzo volumetrico Finance, che registra 290 mila contenuti (+7,4%). Seguono il Tech (258 mila) e Fashion & Beauty, che perde il 33,1% delle citazioni (166 mila).

Nel trimestre in esame, le 29 aziende del cluster Finance continuano a esprimere performance di vertice, con uno score medio delle prime cinque classificate – tutte tra le prime 25 – pari a 74,91 (+3,8%):

  1. Intesa Sanpaolo – 88,87
  2. UniCredit – 80,78
  3. Poste Italiane – 80,33
  4. Cassa Depositi e Prestiti – 68,08
  5. Unipol – 56,46

Le 14 aziende del cluster Energy confermano un posizionamento reputazionale solido, con sette rappresentanti nella Top 20 e uno score medio della Top 5 settoriale pari a 74,58 (+8,1%):

  1. Eni – 82,11
  2. Enel – 77,90
  3. A2A – 74,46
  4. Terna – 74,43
  5. Iren – 63,98

Le 15 aziende del cluster Media & Telco presenti nella classifica trimestrale registrano uno score medio delle prime cinque pari a 64,93 (+4,2%):

  1. Mediaset – 74,70
  2. Tim – 74,40
  3. Sky – 67,10
  4. Netflix – 54,35
  5. Rai – 54,11

L’Automotive è rappresentato da 15 società. Le prime cinque registrano un punteggio medio di 59,15 (+2,9%):

  1. Ferrari – 79,91
  2. Renault – 56,12
  3. Lamborghini – 53,55
  4. Mercedes-Benz – 53,18
  5. Bmw – 52,98

Il settore Industry conta 17 aziende in classifica. La Top 5 del cluster evidenzia uno score medio pari a 56,99 (+2,8%):

  1. Fincantieri – 74,68
  2. Pirelli – 67,49
  3. Amplifon – 50,46
  4. Prysmian – 47,56
  5. Technogym – 44,78

Le 29 aziende del cluster Fashion & Beauty mostrano performance differenziate, con quattro rappresentanti nella Top 50, ma diverse società distribuite nella parte bassa della classifica. Lo score medio della Top 5 è 52,01 (-5,3%):

  1. Prada – 58,43
  2. Armani – 54,35
  3. Brunello Cucinelli – 49,74
  4. Tod’s – 48,91
  5. Moncler – 48,61

La Top 5 del cluster Food – che annovera 17 aziende nella classifica trimestrale – registra uno score medio pari a 50,40 (-3,3%):

  1. Ferrero – 58,83
  2. Barilla – 53,08
  3. Illycaffè – 50,94
  4. Lavazza – 45,44
  5. Campari – 43,71

Il cluster Building comprende otto aziende, con una Top 5 che registra uno score medio pari a 53,04 (+7,4%):

  1. Webuild – 64,35
  2. Anas – 56,29
  3. Mundys – 49,29
  4. Saipem – 49,28
  5. Enav – 46,00

Le dieci aziende del cluster Tech offrono un panorama variegato, con la compresenza di big tech internazionali e realtà nazionali. Lo score medio della Top 5 è pari a 48,64 (-3,5%):

  1. Amazon – 53,67
  2. Apple – 52,55
  3. Samsung – 51,81
  4. Siemens – 43,14
  5. Nintendo – 42,02

Le aziende del cluster Transport sono cinque e il loro punteggio medio è a quota 44,37 (-13,9%):

  1. Ferrovie dello Stato Italiane – 74,45
  2. Trenitalia – 50,00
  3. ITA Airways – 46,33
  4. Atac – 32,49
  5. Italo NTV – 18,56

Nel cluster Pharma si contano 11 aziende. Le prime cinque classificate registrano un punteggio medio pari a 39,76 (-5,7%):

  1. Bracco – 45,17
  2. Sanofi – 43,07
  3. Novartis – 41,03
  4. Angelini Industries – 37,82
  5. Chiesi – 31,70

Sono nove le aziende del cluster GDO & Retail presenti nella Top 200. Le prime cinque ottengono uno score medio pari a 39,14 (-2,7%):

  1. Coop Italia – 45,05
  2. Eataly – 40,12
  3. Esselunga – 37,93
  4. Lidl – 37,80
  5. Conad – 34,81

Le istituzioni accademiche del cluster University sono 11. La Top 5 presenta uno score medio pari a 35,45 (-5,7%):

  1. Università Cattolica del Sacro Cuore – 38,34
  2. Università degli Studi di Padova – 37,60
  3. Università Luiss Guido Carli – 36,39
  4. Università di Pisa – 32,93
  5. Università degli Studi di Firenze – 31,99

Otto le società del cluster Consulting & Services incluse in classifica. La Top 5 è a quota 34,15 (-9,6%):

  1. Deloitte – 44,58
  2. Capgemini – 36,18
  3. EY – 30,41
  4. Accenture – 30,15
  5. PwC – 29,41

Il settore Design è rappresentato da due sole aziende in classifica e la media del cluster si attesta a 22,96 punti (-25,3%):

  1. Scavolini – 25,59
  2. Natuzzi – 20,32