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Tregua Usa-Iran, l’esperta: “Mercati in festa? Solo un rally di sollievo, il rischio resta altissimo. Ecco perché benzina e bollette non scenderanno subito”

L’intervista di Affaritaliani a Lale Akoner, Global Markets Strategist di eToro

Tregua Usa-Iran, l’esperta: “Mercati in festa? Solo un rally di sollievo, il rischio resta altissimo. Ecco perché benzina e bollette non scenderanno subito”

“Hormuz non torna alla normalità in un giorno”: ecco perché benzina e bollette non scenderanno subito

Mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran sembra aver sospeso temporaneamente le ostilità, i mercati globali respirano un momento di sollievo, tra euforia iniziale e incertezze strutturali. Gli equilibri energetici, le rotte commerciali e le scorte strategiche restano sotto pressione, e il ritorno alla normalità appare tutt’altro che immediato.

A fare chiarezza sulle conseguenze economiche a medio e lungo termine e sulle dinamiche di offerta e domanda, è Lale Akoner, Global Markets Strategist di eToro, società di investimento social e brokeraggio multi-asset, che ad Affaritaliani dichiara: “ Nel complesso, riteniamo che la pausa possa attenuare il panico, ma non eliminare il premio per il rischio strutturale. I mercati possono rimanere più calmi, ma energia, spedizioni e sensibilità ai titoli di apertura sono probabilmente destinati a restare elevate per mesi”.

La guerra sembra essere stata messa in pausa: quali effetti di lungo periodo resteranno? E soprattutto su quali fronti?

“La guerra può essere in pausa, ma è probabile che effetti persistano su quattro fronti: prezzi dell’energia, spedizioni/logistica, scorte e premi per il rischio di mercato. Anche dopo un cessate il fuoco, infatti, Hormuz non torna alla normalità dall’oggi al domani. I prezzi di mercato si adeguano molto più rapidamente dei flussi fisici: le compagnie di spedizione potrebbero aver bisogno di tempo anche solo per recuperare fiducia, mentre l’attività portuale impiega circa due mesi per normalizzarsi. La ricostituzione delle scorte richiede poi ancora più tempo: gli analisti energetici stimano circa quattro mesi per riportare le scorte dell’OCSE a un livello più confortevole”.

L’euforia dei mercati oggi (tutti in positivo all’apertura) è destinata a durare o è solo temporanea?

“L’euforia odierna dei mercati è comprensibile, ma è più probabilmente un rally di sollievo che un segnale duraturo di cessato allarme. Gli asset di rischio, come l’azionario, possono trovare supporto nel breve termine se il traffico delle petroliere migliora e la retorica si attenua, ma il potenziale di rialzo è limitato senza un accordo più ampio”.

Prezzi dei carburanti: quanto tempo servirà per tornare ai livelli precedenti?

“La risposta non è immediata. Se il cessate il fuoco regge, il greggio all’ingrosso può scendere rapidamente, ma i prezzi alla pompa e i costi complessivi dei carburanti di solito ritardano, perché le catene di approvvigionamento fisiche, i costi assicurativi, i modelli di instradamento e il ripristino delle scorte richiedono tutti tempo. Il mercato fisico è ancora al di sotto dei flussi prebellici e la normalizzazione delle condizioni effettive di offerta richiederà mesi, non giorni”.

A livello operativo, cosa andrebbe fatto lato offerta e lato domanda?

“Dal lato dell’offerta, le aziende dovrebbero diversificare le rotte, assicurarsi fonti alternative, ricostituire le scorte e mantenere flessibilità su spedizioni e assicurazioni, poiché interruzioni e costi più elevati potrebbero persistere. Dal lato della domanda, gli acquirenti dovrebbero scaglionare gli acquisti, concentrarsi sugli usi essenziali e mantenere cautela, perché con scorte basse anche piccole interruzioni possono rapidamente spingere i prezzi verso l’alto.

Nel complesso, riteniamo che la pausa possa attenuare il panico, ma non eliminare il premio per il rischio strutturale. I mercati possono rimanere più calmi, ma energia, spedizioni e sensibilità ai titoli di apertura sono probabilmente destinati a restare elevate per mesi”.

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