Trump senza freni: cambia ancora idea e alza i dazi al 15%. Così sfumano i vantaggi per l'Ue e la Cina resta nel mirino. Gli effetti - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 19:26

Trump senza freni: cambia ancora idea e alza i dazi al 15%. Così sfumano i vantaggi per l'Ue e la Cina resta nel mirino. Gli effetti

Dopo lo stop della Corte Suprema, Trump rilancia dazi al 15%. Panetta: "Il costo grava soprattutto sull’economia americana"

Trump rilancia i dazi al 15% 

La guerra dei dazi riparte con uno scatto in avanti. Dopo la bocciatura di parte della sua strategia commerciale da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’aumento delle tariffe all’importazione dal 10% al 15%, con effetto immediato. La decisione della Corte aveva sospeso alcune misure introdotte facendo leva sull’IEEPA, la legge sui poteri economici d’emergenza. Uno stop che aveva aperto uno spiraglio per diversi partner commerciali, convinti di poter beneficiare almeno temporaneamente di un alleggerimento delle aliquote. Ma la mossa della Casa Bianca ribalta di nuovo il tavolo.

Le parole "dure" di Panetta 

Sul piano economico, il giudizio più netto è arrivato oggi dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta. I dazi, ha spiegato, finora si sono ritorti soprattutto contro gli Stati Uniti. Secondo le stime richiamate da Panetta, solo una quota limitata, attorno al 10%, è stata assorbita dagli esportatori stranieri. In una prima fase l’impatto è ricaduto sui margini delle imprese americane; successivamente è stato trasferito ai consumatori, che oggi sopportano circa metà dell’onere. Effetto collaterale: oltre mezzo punto percentuale di inflazione aggiuntiva, in un contesto in cui i prezzi restano sopra il target della Federal Reserve. Eppure, nonostante la stretta commerciale, nel 2025 il commercio mondiale è cresciuto del 4%, oltre le attese. Segno che le tensioni non hanno ancora spezzato le catene globali del valore. Ma la frammentazione, ha avvertito Panetta, resta un rischio concreto.

Effetti sull'Europa 

Per l’Europa, la decisione della Corte Suprema aveva aperto uno scenario inatteso. L’accordo bilaterale raggiunto la scorsa estate con Washington fissava una tariffa unica al 15% su gran parte dei prodotti europei, in cambio di impegni su energia e investimenti. Con la sospensione delle misure fondate sui poteri d’emergenza, l’aliquota sarebbe potuta scendere al 10% in via temporanea, alleggerendo il carico per le imprese europee. Bruxelles attendeva chiarimenti. Ora l’annuncio di Trump di riportare i dazi generali al 15% rischia di annullare quel possibile vantaggio. La Francia auspica una reazione “unita” dell’Unione europea di fronte alla nuova stretta, come dichiarato dal ministro per il Commercio estero, Nicolas Forissier: “Sarà necessario un approccio unito dell’Unione europea”. Restano comunque fuori dalla disputa giuridica le tariffe su acciaio e alluminio, introdotte ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, che restano pienamente operative.

Effetti sulla Cina 

Come sottolineato anche da Repubblica, più complesso è il caso della Cina. La sentenza ha sospeso alcune tariffe generali, tra cui un dazio del 10% e un’ulteriore misura legata al contrasto all’export di fentanyl. Ma il cuore della stretta resta intatto. Sono ancora in vigore il dazio del 100% sui veicoli elettrici cinesi e tariffe pari o superiori al 50% su molti prodotti in acciaio e alluminio. La nuova aliquota al 15% annunciata da Trump si innesta su questo mosaico già frammentato, aggiungendo ulteriore incertezza.

La partita dei dazi è tutt'altro che chiusa 

Insomma, la linea è chiara: la Casa Bianca non intende arretrare. Ma il quadro è sempre più fluido, sospeso tra decisioni giudiziarie, rilanci politici e trattative bilaterali. Nel breve periodo, i numeri suggeriscono che il prezzo più alto lo stanno pagando imprese e consumatori americani. Nel medio periodo la posta in gioco è più ampia, dalla tenuta del sistema multilaterale alla capacità delle grandi economie di evitare una nuova stagione di barriere e ritorsioni. La partita dei dazi, insomma, è tutt’altro che chiusa.

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