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Trump rischia grosso, operazioni anomale sui mercati e guadagni miliardari in pochi minuti: il sospetto che fa tremare la finanza

Un picco anomalo di scambi circa un quarto d’ora prima dell’annuncio di Trump di non attaccare le infrastrutture energetiche di Teheran accende una nuova polemica

Trump rischia grosso, operazioni anomale sui mercati e guadagni miliardari in pochi minuti: il sospetto che fa tremare la finanza

Trump rischia grosso, il sospetto che fa tremare la finanza

“A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”. Questa frase, tra le più famose dell’ex premier italiano Giulio Andreotti, calza a pennello a una nuova polemica che vede protagonista Donald Trump. Secondo indiscrezioni, qualcuno vicino al presidente degli Stati Uniti potrebbe aver avuto accesso anticipato a informazioni sensibili, sfruttandole per ottenere guadagni rilevanti sui mercati finanziari.

I fatti risalgono al 23 marzo. La giornata non era delle migliori per i mercati: le principali Borse mondiali avevano aperto in netto calo dopo le dichiarazioni di Trump, che aveva minacciato l’Iran di attacchi contro le infrastrutture strategiche. La tensione aveva spinto il prezzo del petrolio a livelli record, mentre Teheran rispondeva con minacce analoghe rivolte ai Paesi del Golfo.

Poi, all’improvviso, poco dopo le 7 del mattino, un messaggio pubblicato su Truth Social annunciava un rinvio delle operazioni militari di cinque giorni, grazie a negoziati definiti “costruttivi”. I mercati hanno reagito immediatamente: inversione a Wall Street, chiusura positiva in Europa e crollo del prezzo del petrolio, sceso rapidamente sotto i 100 dollari al barile.

A destare sospetti, però, è ciò che è accaduto poco prima. Alcuni operatori hanno individuato un picco anomalo di scambi circa un quarto d’ora prima dell’annuncio. In pochi minuti sono stati movimentati milioni di contratti legati al petrolio, per centinaia di milioni di dollari, mentre si registrava anche un’impennata nelle vendite sui futures dell’S&P 500.

Numeri fuori scala rispetto ai volumi precedenti, che hanno acceso interrogativi tra trader e analisti: chi era già a conoscenza della svolta imminente? La Casa Bianca ha respinto ogni accusa, definendola infondata e criticando la copertura mediatica. Tuttavia, i dubbi persistono, anche perché non si tratta di un episodio isolato. In passato, movimenti simili erano stati notati in concomitanza con decisioni improvvise del tycoon.

Non meno controverso è il rapporto tra Trump e alcuni grandi investitori. Nell’aprile 2025, il presidente si era congratulato pubblicamente con Charles Schwab per profitti miliardari ottenuti grazie a operazioni tempestive sui mercati. Secondo indiscrezioni, sarebbe stato proprio Schwab a influenzare una revisione delle politiche economiche della Casa Bianca.

Le ultime operazioni sospette potrebbero aver generato profitti complessivi vicini a 1,5 miliardi di dollari. Chi ha agito con anticipo ha chiuso rapidamente le posizioni, capitalizzando il cambiamento improvviso di scenario. Resta quindi aperta la domanda centrale: si tratta di insider trading o pura coincidenza? Non resta che rimanere aggiornati.