Accise, sostegni e riserve: la risposta Ue alla crisi punta anche a meno dipendenza dalle fonti fossili
La Commissione europea prova a mettere un argine al caro energia con un pacchetto che tiene insieme sostegno immediato e correzioni strutturali. Con Accelerate Eu, presentato a Bruxelles, l’Ue apre a un nuovo quadro di aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi, punta a rafforzare il coordinamento sulle riserve di gas e petrolio e mette tra le leve anche voucher energetici e riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili.
Il pacchetto guarda sia alle famiglie sia alle imprese. Bruxelles indica programmi mirati di sostegno al reddito, misure per i consumatori colpiti dai picchi di prezzo e strumenti per i comparti energivori. In parallelo, la Commissione annuncia per maggio una proposta specifica per alleggerire la pressione fiscale sull’energia, assicurando allo stesso tempo che l’elettricità venga tassata meno dei combustibili fossili. In arrivo anche un pacchetto di raccomandazioni per contenere i consumi.
Nella linea illustrata dalla Commissione rientrano anche programmi di leasing sociale e sostegni finanziari per i prodotti a risparmio energetico. Bruxelles rivendica soprattutto un ruolo di spinta e coordinamento. “Quando si tratta di proteggere i consumatori dai picchi di prezzo, gli Stati membri sono stati dotati degli strumenti necessari e il ruolo dell’Ue è quello di sostenere, coordinare e accelerare le azioni affinché abbiano il massimo impatto possibile. Presentiamo agli Stati membri le migliori prassi e le soluzioni più efficaci per proteggere i cittadini e i settori più esposti” afferma il commissario europeo all’energia Dan Jorgensen in conferenza stampa.
Accanto alla risposta immediata, la Commissione insiste sulla direzione strategica da seguire. “Le scelte che facciamo oggi determineranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani. La nostra strategia AccelerateEu porterà misure di sostegno, sia immediate sia strutturali, ai cittadini e alle imprese europee. Dobbiamo accelerare la transizione verso energie pulite prodotte internamente. Questo ci garantirà l’indipendenza e la sicurezza energetica e ci permetterà di affrontare meglio le tempeste geopolitiche”, ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo la presentazione del piano contro il caro energia innescato dalla crisi in Medio Oriente.
Il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, lega la risposta all’emergenza alla scelta di non tornare a sovvenzionare in modo strutturale le fonti fossili. “Non dovremmo semplicemente bruciare il denaro dei contribuenti in sussidi ai combustibili fossili. Dovremmo utilizzare questi fondi per sviluppare e investire in tecnologie moderne che creino valore aggiunto per i consumatori e i produttori europei”, ha detto nella conferenza stampa di presentazione del piano.
Jorgensen ha poi indicato la traiettoria che Bruxelles vuole seguire nei prossimi anni. “Anno dopo anno, aiuteremo gli Stati membri a moltiplicare soluzioni di questo tipo, nonchè a migliorare l’efficienza energetica e a sostituire il petrolio e il gas con alternative come l’energia geotermica, solare termica e i biocarburanti sostenibili di nuova generazione”.
Sullo sfondo resta la gestione dei picchi di prezzo, che per Bruxelles richiede strumenti nazionali più rapidi ma anche una regia comune più stretta. “Quando si tratta di proteggere i consumatori dai picchi di prezzo, gli Stati membri sono stati dotati degli strumenti necessari e il ruolo dell’Ue e’ quello di supportare, coordinare e accelerare le azioni affinchè abbiano il massimo impatto possibile. Dobbiamo concentrarci su azioni che offrano un doppio valore, fornendo benefici a breve termine e aiutando al contempo cittadini e industria a ottenere i risparmi a lungo termine derivanti dall’energia pulita”, ha concluso il commissario.
La risposta europea, quindi, si muove su due piani. Da una parte il sollievo immediato per famiglie vulnerabili e industrie energivore, dall’altra la scelta di usare la crisi per rafforzare rinnovabili, efficienza energetica e autonomia strategica. Il test vero arriverà a maggio, quando la proposta sulla fiscalità dell’energia dirà quanto margine Bruxelles è pronta a concedere agli Stati membri e quanto intende spingere sulla riallocazione degli incentivi.

