Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Unicredit alza la pressione su Commerzbank: “Serve più valore e una svolta strategica”. Con la fusione fino a 21 miliardi al 2030

Unicredit alza la pressione su Commerzbank: “Serve più valore e una svolta strategica”. Con la fusione fino a 21 miliardi al 2030

Sotto la guida di Andrea Orcel, il gruppo punta a una trasformazione profonda della banca tedesca

Unicredit alza la pressione su Commerzbank: “Serve più valore e una svolta strategica”. Con la fusione fino a 21 miliardi al 2030
Andrea Orcell

Unicredit pronta a delineare un nuovo approccio strategico per Commerzabank

UniCredit è pronta a delineare un nuovo approccio strategico per Commerzbank, con l’obiettivo dichiarato di creare maggiore valore e rafforzarne la competitività nel medio-lungo periodo. I dettagli della proposta vengono illustrati dall’amministratore delegato Andrea Orcel nel corso di una teleconferenza convocata in mattinata.

Secondo il gruppo di Piazza Gae Aulenti, l’istituto di Francoforte non sarebbe adeguatamente preparato ad affrontare le sfide future, risultando troppo focalizzato su risultati di breve termine. Per questo, UniCredit ritiene necessario un riposizionamento strategico che punti ad accelerare la crescita dei ricavi, aumentare gli investimenti e rafforzare il processo di trasformazione industriale.

Nel piano delineato, UniCredit individua per Commerzbank un significativo potenziale di crescita e di riduzione dei rischi, superiore rispetto a quanto previsto dall’attuale strategia “Momentum”. Tra le leve indicate figurano una maggiore focalizzazione sui mercati chiave, in particolare Germania e Polonia, la razionalizzazione delle attività non strategiche e il rafforzamento delle cosiddette “linee di difesa”.

L’approccio prevede inoltre un miglioramento strutturale della produttività e dell’efficienza operativa, con il reinvestimento di circa il 60% delle risorse liberate da attività non strategiche nella rete internazionale, mentre il restante 40% deriverebbe da interventi sulle risorse umane legati principalmente a funzioni non operative. Secondo UniCredit, questo percorso consentirebbe di rendere più stabile e sostenibile l’andamento degli utili fino al 2030.

In uno scenario che contempla una possibile fusione tra i due gruppi, UniCredit stima di poter raggiungere entro il 2030 un utile netto di circa 21 miliardi di euro, con ricavi pari a 45 miliardi e costi inferiori a 14,5 miliardi. Numeri che, nelle intenzioni del gruppo, dimostrano il potenziale di creazione di valore di un’operazione industriale di ampia portata, fondata sull’esperienza del modello “UniCredit Unlocked”, già adottato con risultati positivi sia a livello di gruppo sia nel mercato tedesco.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA