Gli azionisti di Warner Bros. Discovery hanno votato a favore del merger da 111 miliardi di dollari, ossia 94 miliardi di euro, con Paramount con il risultato di veder passare Cnn, Hbo, gli studios e l’ampio portafoglio di titoli come Harry Potter sotto il controllo della società guidata da David Ellison.
Gli azionisti hanno votato compatti a favore dell’accordo di acquisizione, ha dichiarato Warner dopo un’assemblea straordinaria. Il motivo dell’enorme successo della votazione a favore di Paramount, secondo un articolo apparso sul sito della Cnn, è evidente: un anno fa, le azioni Warner venivano scambiate a circa 8 dollari mentre Paramount ne ha offerti 31, quindi l’accordo era decisamente imperdibile per gli investitori. Paramount, guidata da David Ellison, deve però ancora ottenere il via libera Antitrust negli Stati Uniti e in altri paesi.
“L’approvazione degli azionisti segna un’altra importante pietra miliare verso il completamento dell’acquisizione di Warner – ha dichiarato Paramount- Non vediamo l’ora di chiudere la transazione nei prossimi mesi per creare una società media e intrattenimento di nuova generazione che serva al meglio la comunità creativa e i consumatori”.
L’operazione è stata fonte di intense controversie a Hollywood e non solo, con alcuni veterani dell’industria dell’intrattenimento che hanno messo in guardia contro la concentrazione dei media e alcuni attivisti che hanno criticato gli stretti legami di Paramount con il presidente Donald Trump. Gli oppositori dell’accordo hanno organizzato addirittura una protesta “blocca la fusione” davanti alla sede di Warner, poco prima del voto esortando i procuratori generali di stati come la California e New York a contestare l’accordo per motivi antitrust. Quanto a Cnn, David Ellison ha detto che l’indipendenza editoriale dell’importante canale di notizie sarà mantenuta. Comunque anche le autorità europee stanno esaminando l’operazione e potrebbero chiedere a Paramount di cedere alcune attività per ottenere le approvazioni necessarie.
I dirigenti diParamount hanno comunque scommesso di ottenere rapidamente tutte le approvazioni necessarie: i termini dell’accordo infatti includono una cosiddetta “tassa di ticking” che aumenta il prezzo per azione se l’intesa non viene finalizzata entro il 30 settembre. Gli azionisti non hanno però approvato l’altro punto all’ordine del giorno ossia i pacchetti retributivi per l’ad uscente di Warner, David Zaslav, e altri dirigenti. Il pagamento a Zaslav potrebbe ammontare a ben 886 milioni di dollari, ossia “uno dei paracadute d’oro più alti mai visti”, come scritto dal Los Angeles Times. La proposta non è passata ma il voto degli azionisti era solo consultivo, non vincolante, il che significa che il consiglio di amministrazione di Warner può ancora procedere ad elargire le alte remunerazioni ai dirigenti.

