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Spettacoli
Il Concertone infiamma la politica. Delrio su Affari replica a Pelù

"Non commento assolutamente. Sono parole che si commentano da sole". Così Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, interpellato da Affaritaliani.it, replica all'attacco di Piero Pelù a Matteo Renzi durante il Concerto del Primo Maggio a Roma.

"Quando la politica va veloce succede che il rock diventa lento". Con questa battuta Pina Picierno replica alle accuse lanciate da Piero Pelù.

Dice ancora la capolista del Pd alle Europee per la circoscrizione Sud: "Probabilmente Pelù era impegnato in una registrazione di The voice e non si è accorto di quanto stava avvenendo nel nostro paese, forse non sa che gli 80 euro che il governo Renzi ha deciso di redistribuire a chi ha sempre pagato non sono un'elemosina come l'ha definita lui, ma il primo passo verso l'equità sociale che noi del pd vogliamo assolutamente riportare in questo paese. Mi dispiace - conclude - che a dire no a questi 80 euro sia una persona fortunata e benestante grazie al suo talento. Ogni tanto però bisognerebbe uscire dai panni del rocker milionario e indossare quelli di chi vive con mille euro al mese".

Su Twitter è Francesco Nicodemo, responsabile Comunicazione del Nazareno, a replicare sulla questione: "Da Fata Morgana alle scie chimiche all'elemosina degli #80 euro. Il cerchio di Pelù si chiude, non c'è che dire".

"Sarebbe bene che comici e cantanti si occupassero del loro mestiere", è la reazione della candidata alle europee per il Pd, Alessandra Moretti. Moretti ha contestato la definizione da parte del cantante degli 80 euro come "un'elemosina quando ci sono persone che potranno fare una spesa in più a settimana".

E il deputato Pd Dario Ginefra: "Io non ho votato per Renzi al congresso e a volte non ne condivido il modo di fare, ma trovo le parole di Piero Pelù offensive per l'intero popolo democratico. Attribuire a Renzi, dopo due mesi di governo, le responsabilità della crisi economica, sociale ed occupazionale di oggi è stato atto di disonestà intellettuale, accostarlo alla figura di Gelli dileggiando anche il movimento scoutista una pessima forma di protagonismo. I sindacati confederali organizzatori dell'evento, sia pur dalla loro legittima posizione di critica alle scelte dell'attuale governo, dovrebbero prendere le distanze da quel monologo, persino letto male, che disonora quel grande appuntamento di riflessione, di critica, di proposta e di festa che è il concerto in piazza San Giovanni".

IL CASO - "Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro...". Un boato arrivato dalla folla di giovani e meno giovani in piazza San Giovanni ha accolto le parole di Piero Pelu' al concertone del primo maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil. E ancora: "Basta armi, basta violenze, c'e' gia' la Nato che la stiamo pagando dalla fine della seconda guerra. Non voglianmo nuove armi che rubano soldi alla scuola e agli ospedali. Il nuovo arrivato, il boy scout di Licio Gelli deve capire che in Italia c'e' un grande nemico: disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, 'ndrangheta, camorra. La nostra e' una guera interna. Il nemico e' dentro di noi. Gli unici cannoni che ammetto sono quelli che dovrebbe fumarsi Giovanardi....". Pelu' ha anche avuto parole di grande elogio per il vice commissario di polizia Roberto Mancini, poliziotto-simbolo della lotta ai rifiuti tossici interrati in Campania.

Trecentomila spettatori, che in serata diventano settecentomila, poi addirittura un milione dicono gli organizzatori. Lo spettacolo organizzato dai sindacati confederali, dedicato quest'anno al tema "Le nostre storie", tiene alla grande, nonostante la concorrenza di altri concertoni, a cominciare da quello di Taranto. Nel pomeriggio è stato folk ed etnico, in serata rock, poi è diventato decisamente rap con il lungo set di Clementino e Rocco Hunt. Ma non c'è stata solo la musica, grazie alle storie di lavoro e resistenza raccontate da testimonial e seguite con attenzione dai ragazzi della piazza: storie di lavoro perduto, storie di lavoro negato, storie di violenza.

"Il concertone di piazza San Giovanni torna a essere il luogo dove parlare di storie e di lavoro, un luogo quindi che diventa anche di partenza e di presenza del sindacato", ha detto Susanna Camusso, leader della Cgil, arrivata a piazza San Giovanni per seguire la seconda parte del Concertone organizzato da Cgil, Cisl e Uil.

Dario Vergassola, aprendo la diretta, ha fatto un sondaggio per alzata di mano, del livello di occupazione del pubblico: la conclusione e' stata che gran parte dei partecipanti al concerto sono senza lavoro. Si tratta del 25^ appuntamento romano con il concertone e il tema guida scelto e' "Le nostre storie. Accordi e disaccordi delle nostre radici, della nostra memoria e del nostro domani", ovvero un omaggio alla storia del nostro Paese attraverso la musica di grandi artisti e la voce di importanti ospiti tra cui Aldo Cazzullo, Carlo Petrini, Giancarlo De Cataldo, Federica Sciarelli, Max Paiella, Gherardo Colombo, Nino Frassica. Tra gli artisti annunciati, Bandabardo', Piero Pelu', Rocco Hunt, Tiromancino, Modena City Ramblers, Stefano Di Battista e 50 sax del Conservatorio Santa Cecilia, Francesco Di Bella, Taranproject con Daniele Ronda, Perturbazione, Brunori Sas, Enrico Capuano, P-Funking Band, Levante, Alberto Bertoli. Ci sara', protagonista proprio Francesca Barra, l'omaggio a Peppino Impastato, con i Modena che canteranno "I cento passi", ed anche un omaggio a Enzo Jannacci con Bandabardo' e la P-Funking Band.

 

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