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Spettacoli
Hotel devastato dai cantanti de Il volo

Molto di piu' che un semplice atto vandalico. Dietro al 'disastro in hotel' combinato dai cantanti de Il volo ci si puo' perdere in un'analisi sociologica senza fine. E' quello che sostiene e che desidera condividere con Affaritaliani.it Alessandro Alfieri, filosofo e sociologo. Ma andiamo per gradi. Che cosa e' successo? I vincitori di Sanremo avrebbero imbrattato e distrutto una camera d'albergo di Locarno. "Oggetti, materassi e biancheria da letto sono stati gettati alla rinfusa ovunque. Non ci era mai successo nulla di simile prima", ha dichiarato il personale del Garni du Lac, hotel tre stelle nel cuore della cittadina ticinese, in cui la band si trovava per la registrazione di una trasmissione televisiva.

La denuncia, riportata da Ticino e altre testate svizzere, ha in poco tempo fatto il giro del mondo sui social network, smentita solo dall'ufficio stampa di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble  (oltre ai ragazzi su Twitter): "È vero che non amano la moquette per una questione di allergie - ha chiarito Danilo Ciotti - ma escludo che abbiano provocato danni intenzionalmente. Si è trattato di un episodio spiacevole, frutto probabilmente di malintesi".

"Emerge qualcosa di significativo da un punto di vista sociologico se riflettiamo sul vespaio mediatico che ha suscitato la presunta "devastazione" della camera d'albergo da parte dei tre tenorini del Volo - spiega Alfieri. Infatti, al di là della veridicità di quanto accaduto, mi sentirei di interpretare questo fatto come indice della tipicità della cultura di massa contemporanea".

In che senso?
"I ragazzi de Il Volo sono stati concepiti e partoriti dalla televisione, dove si esibivano ancora bambini prima di approdare al successo internazionale; non diremo una cosa nuova e originale sostenendo che il successo e i soldi contaminano l'anima, e che sono pericolosissimi in giovane età. Sembra in un certo senso però che oggi queste notizie e la loro circolazione rappresentino una reazione alla crisi da parte dei giovani frustrati, giovani che trovano un riscatto nell'amoralismo radicale di questi personaggi".

Cioe' i giovani e le masse oggi fanno di chi iinfrange le regole dei modelli?
"Si. Poiché le norme rappresentano il sistema, e il sistema ha desertificato il futuro dei più giovani, allora chi è in condizione di offendere e disprezzare il sistema è stimato e onorato. Basti pensare all'euforia per i personaggi di Gomorra o Romanzo criminale, ma anche a fenomeni di emulazione per personaggi come Balotelli o Corona. Il discorso relativo all'effettivo valore dei personaggi in questione nei loro relativi ambiti rappresenta un discorso ulteriore: poco male se Balotelli continua a fallire ovunque, comunque rappresenta un brand perché la sua popolarità non sta nella sua bravura (cosa che accadeva fino a qualche anno fa, dove per trionfare nell'immaginario bisognava quanto meno essere "forti" e solo in aggiunta "dannati")".

Anche questo quindi potrebbe rientrare in una sorta di operazione di marketing o comunque potrebbe trarne gli stessi benefici di fama e sucesso?
"I tre ragazzini del Volo rappresentano una figura dell'immaginario contemporaneo senz'altro inedita, che manager e agenti dovranno essere bravi a mantenere e a sfruttare nel corso del tempo; se infatti fino ad oggi hanno fatto breccia nel cuore degli spettatori di Sanremo e nei cuori delle casalinghe, ora, in coincidenza col loro successo internzionale, si tratta di fare breccia nel cuore delle loro coetanee. Per fare questo, nulla oggi è più produttivo che la tensione tra ciò che appare e la realtà diffusa dalle agenzie stampa" nel mondo dell'industria dello spettacolo, i divi entrano in tensione con la stampa, ma questa tensione non si esprime nei termini di "verità" e "invenzione mediatica", ma determina tre livelli. I tre livelli sono: 1) il piano del personaggio, 2) il piano della realtà del personaggio (ovvero come è nella vita quotidiana), piano di competenza dei paparazzi e dei tabloid, e 3) il piano che è quello della verità, ovvero come veramente è la persona spuria dal personaggio. Il secondo livello pretende di spacciarsi come se fosse il terzo, e molti ancora ci cascano ingenuamente. Se i divi del rock, così come Balotelli in campo, o Corona in televisione, fanno coincidere però primo e secondo livello (il loro personaggio è dannato e "cattivo" tanto "in campo" che nelle cronache, lontani dai loro settori specifici), il Volo invece fa stridere primo e secondo piano, perché i tre bei ragazzetti, curati e amanti dell'opera lirica, "non possono" essere i tre depravati che sporcano di feci e urina la stanza di albergo. Il primo livello si rivolge alle anziane, il secondo ammicca seducente alle adolescenti, per le quali infatti prossimamente, c'è da giurarci, verranno confezionati prodotti musicali appositi. Quel "non possono" è il fascino del delinquente, di chi personifica quell'opposizione all'educazione e al buonsenso concepiti oggi come ragioni di un'assenza totale di progettualità e di un avvenire soddisfacente".

E il terzo livello?
"Il terzo livello resta precluso a tutti, nessuno può sapere la verità di questi personaggi, perché come sempre la verità si ritrae e sfugge alla conoscenza; tale livello potrebbe coincidere col primo, o col secondo, o essere completamente opposto a essi... quando ciò si palesa, può in realtà accadere in maniera tragica, come è stato per Amy Winehouse".

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