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Spettacoli
Premio Subito Gressoney 2018 a Diego Bianchi (Zoro)

Il Premio Subito Gressoney, dal titolo “Visto si stampi. Perché guardare is the new leggere”, riunisce dal 14 al 16 settembre a Gressoney Saint- Jean le più importanti firme del giornalismo italiano.

Il Premio, giunto alla sua sesta edizione, quest’anno si trasferisce a Gressoney Saint- Jean in Valle d’Aosta, alle pendici del Monte Rosa. Nato come laboratorio di innovazione, dibattito e approfondimento sui linguaggi del giornalismo contemporaneo, il Premio -  curato da Daniele Bellasio, caporedattore de La Repubblica, Samanta Chiodini, autrice TV, Emma Lanfranchi, copy, Francesca Milano, social media editor e giornalista de Il Sole 24 Ore e dal giornalista Angelo Pannofino - si trasforma quest’anno in Premio Subito Gressoney.

Instagram, YouTube, Facebook e Web-Tv. Fotografie, video, meme, infografiche: oggi le immagini raccontano più della parola scritta. E la parola scritta più che leggerla la guardiamo? Qual è il peso che le immagini hanno oggi nella nostra cultura e nel modo in cui ci si informa? Guardare un’immagine ha lo stesso potere informativo di leggere un articolo di approfondimento? E come si possono difendere, rilanciare e rinnovare la scrittura e la lettura? Sono questi e tanti altri gli interrogativi a cui i relatori del Premio cercheranno di dare una risposta.

Si parte venerdì 14 nella sede della Biblioteca e del Consorzio Albergatori, con una conversazione dal sapore internazionale con il fotoreporter Pietro Masturzo, vincitore del World Press Photo del 2010, e Francesca Milano, già protagonisti in mattinata di un incontro con le scuole locali insieme al giornalista di Repubblica e scrittore Franco Vanni. L’appuntamento serale è dedicato a spiegare l’affascinante lavoro del fotoreporter e le sue implicazioni, anche quelle più pericolose, attraverso l’esperienza diretta di Pietro Masturzo, in mostra a Gressoney dal 29 luglio con Excursus, una selezione di immagini rappresentative dei suoi viaggi in aree di conflitto come la Striscia di Gaza, il Bangladesh e l’Iran.

La serata si conclude con Anita e Lollo e la scoperta della Siria. Anita e Lollo sono due bambine di 11 anni, intraprendenti e di grande sensibilità, che raccontano un progetto piccolo ma ambizioso: raccogliere fondi per aiutare i bambini siriani attraverso la vendita di quadri creati artigianalmente da loro. Insieme a loro il giornalista de Il Foglio Daniele Raineri e la giornalista del Corriere della Sera Marilisa Palumbo.

La manifestazione entra nel vivo sabato 15 settembre presso la WhonPlatz di Roveno. Alla lectio magistralis delle 15.00 del giornalista Angelo Pannofino “Nescional Gallery - le Gallery dei siti” segue l’intervento di  Francesco Franchi, caporedattore de la Repubblica e vincitore del Premio Subito dello scorso anno, che introdurrà il pubblico ai rudimenti della grafica e della tipografia con il suo intervento dal titolo “Il font è l’unica cosa che si guarda leggendo o si legge guardando?”

Alle 15.30 è le volta di APP APP HURRAH, un case study dedicato ai nuovi strumenti dell’informazione. Parte Felice Florio raccontando “Che Succede”, la prima redazione che fa informazione solo su Instagram. Felice Florio spiegherà perché, come dice il titolo del Premio, guardare is the new leggere.  L’incontro vedrà la partecipazione di Nico Piro, inviato RAI e mobile journalist e Fulvio Giuliani di Rtl 102.5, che spiegherà la “Radiovisione”. Il panel si conclude con Nanni Fontana e Nicola Scevola, fotografo freelance e co-autore del progetto The River Journal, Podcast insieme a Marzio Mian e Massimo di Nonno.

Anche l’informazione sportiva è stata fortemente influenzata dall’uso delle immagini video con l’introduzione del VAR. A parlarne alle 16.30  il direttore di Sky Sport24 Giuseppe De Bellis. Alle 16.45 è la volta di storielibere.fm con il panel “Lo sport Scritto a Voce”, moderato da Pietro Galeotti, Rossana de Michele, co-founder della piattaforma, e Guido Guenci, responsabile del coordinamento editoriale, introdurranno i narratori sportivi Riccardo Gazzaniga, Jacopo Pozzi e Stefano Borghi.

In difesa della parola scritta scendono in campo alle 17.15 Annalena Benini de Il Foglio e gli scrittori Paolo Florio e Paolo Nori. “Visto si stampi” è un’apologia della parola, della sua potenza e della sua importanza in un mondo fatto di immagini. A seguire alle 17.30 è la volta de “Il potere delle immagini in TV”, rassegna stampa visiva con l’autore TV Francesco Caldarola e la giornalista Stefania Carini. 

Alle 18.30 interverrà anche Enrico Mentana, direttore del Tg La7.

La giornata si chiude con un momento istituzionale “Aosta-Italia” con il Presidente della Giuria Gianni Riotta e Nicoletta Spelgatti, Presidente della Regione Autonoma Valle D’Aosta. La Valle d'Aosta, a volte, si trova ad assumere una valenza di microcosmo rispetto al paese Italia e le riflessioni possono essere molteplici, dai temi della crisi dell'autonomia special tradizionale al rapporto tra eccesso di presenza del pubblico e sottrazione di spazio al privato.

Video kill the radio star? A Gressoney non vale, la band Kaufman, che prende il nome da Andy Kaufman, icona e “man on the moon” della comicità americana, si esibirà dal vivo sabato sera in un concerto gratuito nella Obre Platz.

La giornata conclusiva si apre alle 10.00 con lo scrittore e giornalista Giacomo Papi e il direttore de Il Post Luca Sofri che raccontano  “La scuola di scrittura Bellville spiegata bene”. A seguire il saluto di don Davide Milani, presidente dell’Ente Fondazione per lo Spettacolo, per festeggiare i 90 anni del Cinematografo, la più antica rivista di cinema italiana, e infine la Rassegna Stampa a colazione, le notizie del giorno spiegate dalle firme più autorevoli del giornalismo. Tra i protagonisti: Luca Sofri, Francesco Costa, giornalista e vicedirettore de Il Post, economista de la Repubblica, Alessandra Sardoni, giornalista La7 e Annalisa Cuzzocrea, giornalista de la Repubblica. 

Alle 12.00 il momento più atteso: la premiazione ufficiale del Premio Subito Gressoney 2018. La Giuria presieduta da Gianni Riotta e composta da note firme del giornalismo italiano ha deciso di assegnare il prestigioso riconoscimento a Diego Bianchi, conosciuto come Zoro, collaboratore de Il Venerdì ,de la Repubblica e conduttore del programma Propaganda live su La7. La motivazione: in una stagione in cui i media tradizionali stentano a trovare ascolto tra le nuove generazioni sui temi cruciali, Diego Bianchi ha unito new media e stile irrituale per fare informazione seria, con capacità di divulgazione e dibattito, reportage, intrattenimento, social network, satira politica. Rinnovando il giornalismo politico e il racconto del Paese, appassionando insieme blogger e Presidente della Repubblica.

 

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