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Spettacoli

"Il filo conduttore del mio Sanremo sarà il pop. Il nostro intento è mettere tutta la famiglia davanti al televisore, come fa Sanremo da 66 anni. La tv intellettuale non saprei farla. Uno che fa il centrocampista non può giocare da attaccante e chi fa il portiere non fa il terzino. Cerco di fare al meglio quello che è il mio mestiere: il conduttore d’intrattenimento". Così Carlo Conti, sul numero di Chi in edicola da mercoledì 3 febbraio, presenta il suo Festival. 

"Ci sono alcuni artisti in gara che vengono dai talent, ma considerare Elio e Morgan come “talent” solo perché hanno fatto i giudici mi sembra eccessivo, così come Ruggeri. Il talent è una realtà del mercato e sarebbe assurdo trascurarla. Certo, poi chi viene da lì deve meritare di stare sul palco di Sanremo». Su Marco Carta, che si è detto “deluso” da Conti per la sua esclusione, mentre è stato scelto Valerio Scanu, il conduttore dice: «Carta non è stato cattivo, capisco la sua amarezza (...). Si vede che il brano di Carta non ci ha convinti! Magari era la ventunesima scelta, mentre il brano di Scanu è stato considerato. Voglio dire che le canzoni sono il primo criterio di scelta perché Sanremo è la festa della canzone, non dei cantanti".

Su Checco Zalone, che ha rifiutato l’invito per evitare polemiche sul suo eventuale cachet, pagato con soldi pubblici, Conti precisa: "Voglio chiarire che gli ospiti non sono pagati con denaro pubblico. Il Festival si ripaga con gli sponsor e porta soldi alle casse della Rai (lo scorso anno 5 milioni di utile, ndr). È un’occasione per finanziare la tv pubblica".

Su Virginia Raffaele: "Deve incuriosire, l’ho chiamata per questo! La sua ironia spiazzante potrà spezzare la liturgia del Festival (...). Cerco sempre di seguire tutto, ma non ci sarà censura anche perché, se blocchiamo l’ironia, abbiamo finito". Quest’anno ritorna, dopo otto anni, il Dopofestival. "Abbiamo risparmiato da una parte per avere i soldi da destinare al Dopofestival. Ci tenevo molto e anche il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, mi ha aiutato. E poi, per la conduzione abbiamo utilizzato risorse interne, come Nicola Savino e la Gialappa’s". Inizialmente si era parlato di Piero Chiambretti. "Non era possibile perché fra poco parte con un suo programma su Mediaset".

Sul possibile ritorno di Paolo Bonolis in Rai, Conti dice: "Più giocatori forti ha una squadra e meglio è". Anche a Sanremo, di cui Conti sarà direttore artistico per contratto anche l’anno prossimo? "Certo, bisogna vedere se Paolo mi vorrebbe! Ma tra noi c’è molta stima, si potrebbe fidare o si potrebbe fare insieme".
 

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