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Esteri
Intervista a tutto campo all'ambasciatore israeliano in Italia


Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it a Naor Gilon, ambasciatore in Italia dello Stato di Israele.

Qual è lo stato di salute di Israele che ha appena festeggiato il 68esimo compleanno di vita?
"Da tanti punti di vista Israele è un vero e proprio miracolo. Siamo stati fin dalla nostra nascita un paese sotto pressione e sotto la minaccia continua di attacchi terroristici, ma in 68 anni di vita abbiamo costruito un'economia florida che cresce ogni anno. Non solo, abbiamo anche avuto la possibilità di accogliere tanti migranti da tutte le parti del mondo. Molte nazioni sono nate dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ma solo poche sono arrivate fin dove siamo noi oggi, considerando anche tutti i problemi che abbiamo nella nostra zona geografica".

Perché Fiamma Nirenstein non ha accettato l'incarico di ambasciatrice di Israele in Italia dopo di lei?
"Come ha spiegato lei stessa è stata una sua scelta personale. Non conosco esattamente i motivi, ma so che quello che dice è vero. E' una persona molto capace e intelligente e che conosce benissimo sia la realtà italiana sia quella israeliana".

Come vede lo Stato di Israele l'avanzata in tutta Europa di movimenti di destra, come il Partito della Libertà in Austria, il Front National in Francia e l'Afd imn Germania? Siete preoccupati?
"Gli ebrei come popolo preferiscono non avere estremismi, né di destra né di sinistra, perché in entrmabi ci sono tracce di anti-semitismo. I più interessati sono gli ebrei che vivono in Europa perché come Stato di Israele abbiamo molti amici nel mondo, anche se ritengo difficile annoverare tra gli amici anche gli estremisti. Israele è uno stato molto democratico e liberale e questi concetti sono insiti nell'anima del nostro popolo".

Siete preoccupati per la possibile elezione di Donald Trump alla Casa Bianca?
"Non voglio commentare la campagna elettorale americana. Sarà una decisione degli americani e sceglieranno loro se il prossimo presidente sarà la Clinton o Trump. Il nostro rapporto con gli Stati Uniti è ottimo, abbiamo due sistemi di governo che hanno un'ampia convergenza sotto molti punti di vista. Non è una questione di due leader, di due presidenti o di due ministri; i nostri popoli condividono gli stessi valori e gli stessi interessi. E queste ottime relazioni continueranno ad esistere chiunque sia il prossimo presidente Usa".

Come guardate al referendum nel Regno Unito del 23 giugno sulla Brexit?
"Nessun politico israeliano, che io sappia, si è mai espresso su questo argomento. Per noi l'Unione europea è un partner importantissimo, è il terzo al mondo in termini di scambi commerciali. I rapporti sono ottimi anche per quanto riguarda il settore ricerca e sviluppo. Vediamo l'Europa come un modello democratico per l'Occidente quindi, Brexit o non Brexit, l'importante è che l'Europa rimanga forte".

Pensa che l'Europa abbia fatto abbastanza per prevenire il pericolo terrorismo dopo gli attacchi prima a Parigi e poi a Bruxelles? Ritiene che ci sia un legame tra terrorismo e immigrazione clandestina?
"Se l'Europa abbia fatto abbastanza oppure no per prevenire attacchi teroristici è davvero una buona domanda. Il lavoro deve essere a 360 gradi ed è evidente che potenziali terroristi o esperti di questa materia possano entrare in Europa anche attraverso le rotte dei migranti. Non ci sono dubbi su questo. Però gli attacchi a Parigi e a Bruxelles sono stati compiuti da persone nate e cresciute in quei paesi. Bisogna qundi investire maggiormente nell'integrazione di chi già vive in Europa. E' evidente poi che va trovata una maniera efficacie per impedire che i terroristi entrino come migranti. Serve anche un meccanismo per rafforzare l'intelligence e la sicurezza contro la minaccia terroristica. Qualcosa è stato fatto, ma molto di più ancora c'è da fare perché la minaccia esiste ed è seria".

Come sono i rapporti tra Israele e il governo guidato da Matteo Renzi?
"Ottimi. Io stesso sono andato in Israele con Renzi ed ero presente all'incontro con Netanyahu. I due leader si sono trovati d'accordo su molti punti, certo non su tutto, ma hanno confermato gli ottimi rapporti Italia-Israele. Come ho detto parlando degli Usa non importa chi sia il presidente del Consiglio perché i legami sono comunque dei migliori. Sono molto importanti le parole pronunciate da Renzi in Israele contro il boicottaggio ai danni del nostro paese. Parole che sono state molto apprezzate. Abbiamo anche deciso di lavorare insieme per la cooperazione in Africa e per aiutare quei paesi a prevenire lì da loro l'estremismo. Quindi anche rapporti multilaterali e non solo bilaterali".

Qualche settimana fa Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, si è recato in vista in Israele. Cosa pensa della Lega Nord che è legata a quei movimenti di destra di cui abbiamo parlato prima?
"Non abbiamo nessun problema. Il popolo italiano è liberissimo di scegliere da chi essere governato, è una questione che riguarda gli italiani e non gli israeliani o gli ebrei. La visita di Salvini è stata buona e noi accogliamo tutti quelli che si dimostrano amici di Israele. Anche Luigi Di Maio con una delegazione dei 5 Stelle nei prossimi mesi andrà in Israele. Noi accogliamo tutti tranne gli anti-semititi. Sia Salvini sia Di Maio sono democratici e quindi parliamo e dialoghiamo senza problemi anche con loro".

E la Russia di Putin? Sono giuste le sanzioni Usa-Ue contro Mosca?
"Non so dare una risposta a questa domanda. Sappiamo che nella nostra zona geografica la Russia gioca un ruolo chiave e infatti Putin ha deciso di prendere parte al conflitto siriano. Abbiamo un dialogo molto positivo con Mosca e vogliamo evitare problemi come ad esempio le tensioni tra la Russia e la Turchia. Dobbiamo sopravvivere in situazioni complesse e difficili. Israele è un paese grande come la Siclia con 8 milioni e mezzo di abitanti e quindi dialoghiamo con tutti tranne con chi ha elementi e tracce di anti-semitismo, per noi inaccettabili".
 

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