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Chi è Ben Gvir, il suprematista che fa torturare gli attivisti e tiene in “ostaggio” Netanyahu

Il ministro che gira con la pistola e il caso diplomatico con l’Italia. Tajani: “Ci saranno conseguenze”

Chi è Ben Gvir, il suprematista che fa torturare gli attivisti e tiene in “ostaggio” Netanyahu
FILE – Israel’s National Security Minister Itamar Ben-Gvir arrives to attend the weekly cabinet meeting at the prime minister’s office in Jerusalem, Israel, on July 9, 2023. (Gil Cohen-Magen/Pool Photo via AP, File)

Chi ancora non conosceva bene Ben Gvir ieri ha scoperto di che cosa è capace. Le immagini del ministro della sicurezza nazionale che umilia i 430 attivisti della Flotilla, dopo averli fatti sequestrare in acque internazionali e ammanettati, hanno fatto il giro del mondo. Molti Paesi hanno espresso indignazione e ora il rischio è che possano aprirsi anche crisi diplomatiche con Israele. Non ne fa mistero neppure il ministro degli Esteri Tajani, dopo le dichiarazioni molto nette da parte di Mattarella e Meloni, che hanno definito quei comportamenti “inaccettabili”.

“Ci saranno conseguenze politiche” per quanto accaduto nel porto israeliano in cui erano stati portati gli attivisti della Flotilla fermati da Israele. Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista ad Avvenire, spiegando che l’Italia condivide “in modo indignato” le parole pronunciate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Abbiamo chiesto al governo israeliano di garantire l’incolumità fisica e il rimpatrio immediato di tutti i civili fermati dalle forze israeliane”, aggiunge il titolare della Farnesina. Tajani sottolinea che “Netanyahu ha perso parzialmente le distanze da Ben Gvir” e che “Israele deve difendere i suoi cittadini” ma auspica che il prossimo governo di Tel Aviv “tenga conto più di quanto è avvenuto nel passato recente e della necessità di evitare abusi, provocazioni, violenze contro la popolazione civile palestinese a Gaza, come in Cisgiordania”.

Ma chi è Ben Gvir

Itamar Ben-Gvir, 50 anni, è un politico israeliano leader del partito israeliano di estrema destra Otzma Yehudit e Ministro della sicurezza nazionale nel sesto governo Netanyahu dal 2022. Si tratta di una pedina importante dell’attuale governo, di fatto senza i suoi seggi, Netanyahu non avrebbe la maggioranza e non solo non potrebbe più dettare ordini sulle guerre, ma dovrebbe fare i conti anche con la giustizia, visto che è sotto indagine e rischia il carcere, l’accusa è di corruzione. Anche per questo il primo ministro si è limitato a definire “comportamento non in linea con i nostri valori”, quanto fatto ieri da Ben Gvir con gli attivisti della Flotilla. Presto ci saranno nuove elezioni in Israele, bisognerà vedere quanto questo gesto cambierà gli equilibri.

Ben Gvir è noto dal 1995, quando si presentò in televisione brandendo il logo di metallo della Cadillac governativa: “Abbiamo beccato la sua auto e presto beccheremo lui”. Poche settimane dopo Yigal Amir, un altro ultranazionalista, beccò Yitzhak Rabin con due proiettili prima ancora che su quell’auto potesse salire, un attentato che uccise anche il processo di pace voluto dal primo ministro laburista. Ben-Gvir la pistola la porta davvero in giro e gli piace estrarla. Due gli episodi documentati, il primo in un parcheggio a Tel Aviv contro una guardia araba che secondo lui l’avrebbe minacciato e il secondo verso i palestinesi del quartiere di Sheik Jarrah a Gerusalemme.