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“Così sono morti i cinque sub italiani alle Maldive”. L’illusione ottica fatale

Recuperati i corpi e ripercorse tutte le mosse fatte. I sommozzatori svelano: “C’è un punto che sembra…”

“Così sono morti i cinque sub italiani alle Maldive”. L’illusione ottica fatale

Ora che tutti e cinque i corpi dei sub morti alle Maldive sono stati recuperati, si può procedere con le indagini in merito a quello che è successo. Fondamentali in questo senso saranno le testimonianze degli speleosub finlandesi che non solo sono scesi fino a 60 metri per recuperare i corpi, ma hanno anche compiuto lo steso percorso almeno altre cinque volte. I motivi sono diversi, da una parte ripulire la grotta da ogni traccia e non trascurare nulla, dall’altra cercare di capire cosa possa aver portato a questa tragedia. E a quanto pare una loro idea se la sarebbero già fatti: “Errore umano“.

I sommozzatori che hanno ispezionato la grotta riferiscono – e lo riporta Il Corriere della Sera – che la via d’uscita da percorrere a ritroso non è ben visibile: le correnti muovono la sabbia che sta sul fondo e la fanno accumulare proprio in quel punto, dove il corridoio risale per il dislivello, creando una prospettiva ingannevole. L’imbocco sembra chiuso. Alla sua sinistra, c’è un altro tunnel di facile accesso, largo più o meno quanto l’altro, dove non c’è alcun dislivello o accumuli di sedimento. Sembra aperto. Invece, non porta da nessuna parte. È in fondo a quel cunicolo cieco che sono stati trovati i corpi di quattro sub lunedì. Nessuno era impigliato, incastrato o ferito. È finita l’aria. Una morte atroce.