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Cuba senza più energia, l’isola al collasso apre al dialogo con gli Stati Uniti. Che cosa può succedere

Dopo un secondo blackout nazionale in pochi giorni, L’Avana propone trattative a Washington senza ingerenze interne, mentre il paese affronta la crisi elettrica e le minacce di dazi sul petrolio

Cuba senza più energia, l’isola al collasso apre al dialogo con gli Stati Uniti. Che cosa può succedere
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Cuba al collasso energetico, ecco le trattative aperte con gli Usa

Cuba sta attraversando una profonda crisi energetica. Per la seconda volta in meno di una settimana, il sistema elettrico nazionale è collassato, causando un blackout totale sull’isola. A L’Avana, case e locali restano completamente al buio, fatta eccezione per chi dispone di generatori autonomi. Il ministero dell’Energia e delle Miniere ha annunciato l’avvio dei protocolli per il ripristino dell’elettricità, ma la situazione rimane critica.

In questo contesto, il governo cubano ha manifestato apertura a un dialogo serio e responsabile con gli Stati Uniti, a condizione che non ci siano ingerenze negli affari interni dell’isola. Il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, ha sottolineato che il sistema politico cubano non è negoziabile, ribadendo la linea tracciata dal presidente Miguel Díaz-Canel. Le aperture diplomatiche arrivano mentre l’isola affronta non solo i blackout, ma anche le minacce di dazi statunitensi contro i fornitori di petrolio. Nonostante le difficoltà, i vertici nazionali continuano a esortare la popolazione a resistere di fronte alla crisi.