“L’Europa deve reggersi da sola”: la Danimarca anticipa le elezioni per difendere la sovranità nazionale
Le voci delle ultime ore hanno trovato conferma: la prima ministra danese Mette Frederiksen ha indetto elezioni anticipate per il prossimo 24 marzo. Per molti osservatori, la scelta della leader socialdemocratica — al potere già da due mandati — è un’evidente mossa tattica. Sebbene la scadenza naturale del governo fosse fissata per il 31 ottobre, la premier ha deciso di sfruttare un momento politico particolarmente favorevole, sia dentro che fuori i confini nazionali. Fino a poco tempo fa, i sondaggi davano il suo partito in forte calo, ma lo scenario è cambiato drasticamente a causa delle ripetute pressioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia. Lo scontro diplomatico tra Washington e Copenaghen, che ha inevitabilmente trascinato nel mezzo anche le autorità locali di Nuuk, ha offerto alla premier l’occasione di presentarsi agli elettori come la custode della nazione. In una situazione di sicurezza senza precedenti, Frederiksen ha saputo incassare il consenso dei cittadini difendendo la sovranità e l’integrità territoriale della Danimarca di fronte alle pretese di uno storico alleato come gli USA.
Frederiksen: “Dobbiamo restare uniti in Europa”
“Anche se in Danimarca è in corso una campagna elettorale, il mondo non sta aspettando”, ha dichiarato Frederiksen in un discorso al Folketing, il Parlamento di Copenaghen. “Come tutti sanno, il conflitto sulla Groenlandia non è ancora finito. Il governo continuerà ovviamente a tutelare gli interessi della Danimarca”, ha aggiunto. “Saranno elezioni decisive, perché sarà nei prossimi quattro anni che noi, come danesi e come europei, dovremo davvero reggerci in piedi da soli. Dobbiamo definire il nostro rapporto con gli Stati Uniti e dobbiamo riarmarci per garantire la pace nel nostro continente“, ha spiegato Frederiksen, secondo cui “dobbiamo restare uniti in Europa e dobbiamo garantire il futuro del Commonwealth danese“, che comprende Danimarca, Groenlandia e Isole Faroe.
Frederiksen al momento è a capo di un’ampia coalizione composta da Liberali e Moderati, ma gran parte della base socialdemocratica auspica una maggiore collaborazione con i partiti di sinistra. In particolare, Frederiksen sarebbe accusata di aver trascurato la crisi immobiliare nel Paese, privilegiando invece un’agenda di stampo conservatore. La risposta della premier non è stata chiara, affermando che potrebbe tornare a lavorare per un esecutivo centrista o prediligere un’alleanza di sinistra: “Non escludo nulla a priori”, ha detto.

