Punti chiave
- Iran, Trump boccia la nuova proposta di Teheran: “È inaccettabile”
- Iran, Bessent: “Presto dovranno chiudere i pozzi petroliferi”
- Iran, Teheran propone una riapertura graduale di Hormuz in cambio dello stop al blocco Usa
- Iran, media: Teheran pronta a negoziare sul programma nucleare
- Iran, Berlino a Teheran: "Riapra Hormuz e rinunci al nucleare"
- Hormuz, yacht legato a un oligarca russo avvistato alle Seychelles dopo il transito
- Iran, Velayati attacca Trump: “La politica non è come un film con Jack Sparrow”
- Iran, il Pakistan insiste per i negoziati e il dialogo diretto tra Usa e Teheran
- Iran, Teheran avverte: “Se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo”
- Iran verso una legge su Hormuz: stop al passaggio delle navi israeliane
Donald Trump ha dichiarato di aver “esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile”. In un’intervista all’emittente pubblica israeliana Kan, il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che “la campagna sta procedendo molto bene”.
Trump ha inoltre ribadito la sua richiesta al presidente Isaac Herzog di concedere la grazia a Benjamin Netanyahu. “È un primo ministro in tempo di guerra. Israele non esisterebbe se non fosse per me e Bibi, in quest’ordine, serve un primo ministro che possa concentrarsi sulla guerra e non sulle sciocchezze”.
L’Iran avrebbe offerto una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale statunitense. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya.
Secondo le stesse fonti, Teheran avrebbe inoltre ritirato la richiesta del ritiro delle truppe Usa dalla regione. Nella nuova proposta, l’Iran chiederebbe ora soltanto la fine del rafforzamento militare statunitense attorno ai propri confini.
Il piano includerebbe anche la richiesta di garanzie internazionali contro eventuali futuri attacchi contro il territorio della Repubblica islamica.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha chiesto all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz e di rinunciare al suo programma nucleare. Lo ha fatto durante una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, nella quale ha “sottolineato che la Germania sostiene una soluzione negoziata”.
“In quanto stretto alleato degli Stati Uniti, condividiamo lo stesso obiettivo”, ha scritto Wadephul in un post su X. “L’Iran deve rinunciare completamente e in modo verificabile alle armi nucleari e riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz, come richiesto anche” dal segretario di Stato americano Marco Rubio.
Negli ultimi giorni Wadephul e altri funzionari tedeschi hanno cercato di appianare le tensioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che il 27 aprile ha affermato che l’Iran sta “umiliando” Washington, provocando una serie di reazioni furiose da parte della Casa Bianca.
Gli Stati Uniti hanno annunciato il trasferimento di 5.000 soldati dalle basi militari statunitensi in Germania, mentre Trump ha anche reso noto che i dazi doganali Usa su auto e camion provenienti dall’Unione europea aumenteranno dal 15% al 25%.
Uno yacht di 142 metri collegato all’oligarca russo Alexey Mordashov, che aveva attraversato lo Stretto di Hormuz lo scorso fine settimana, è stato avvistato ora alle Seychelles. Lo riporta Sky News, che ha diffuso le immagini dell’imbarcazione.
Il superyacht, denominato ‘Nord’, non è direttamente soggetto a sanzioni, mentre il suo presunto proprietario risulta colpito da misure restrittive da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea.
Il transito dell’imbarcazione attraverso Hormuz aveva suscitato stupore, dal momento che sono pochissime le navi che hanno attraversato lo stretto da quando, circa due mesi fa, l’Iran ha di fatto limitato il passaggio in seguito allo scoppio del conflitto con gli Stati Uniti.
“Le sciocchezze e i comportamenti sopra le righe di Donald Trump non possono oscurare le reali dinamiche geopolitiche”. Lo ha affermato in un post su X Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dura presa di posizione contro il presidente degli Stati Uniti.
Secondo Velayati, il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania, l’indebolimento della Nato e i ripetuti problemi tecnici delle navi da guerra americane sono “segni del crollo delle illusioni della Casa Bianca”.
Velayati ha poi accusato Trump di aver recentemente minacciato di carestia la Repubblica islamica, “nonostante la sicurezza alimentare mondiale e la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti chimici siano sotto il controllo dell’Iran nello Stretto di Hormuz”, elemento che a suo avviso dimostra “la mancanza di consapevolezza della situazione economica e politica globale”.
“Signor Trump, il mondo della politica non è il dominio di film come quelli di Jack Sparrow”, ha proseguito Velayati, aggiungendo che “chi gioca con le arterie vitali del mondo finirà per mettersi in una situazione di stallo”.
Il primo ministro, il ministro degli Esteri e il capo dell’esercito del Pakistan continuano a spingere per i negoziati e a incoraggiare gli Stati Uniti e l’Iran a dialogare direttamente. Lo riferiscono due funzionari pakistani, che hanno parlato a condizione di anonimato.
Il Pakistan ha già ospitato precedenti negoziati tra Iran e Stati Uniti e giovedì, tramite un intermediario pakistano, Teheran ha fatto recapitare a Washington una nuova proposta. Secondo media iraniani vicini al governo, il piano in 14 punti punta alla fine della guerra più che a una semplice proroga della tregua.
Secondo l’agenzia semiufficiale Nour News, vicina agli apparati di sicurezza del Paese, la proposta presentata tramite il Pakistan, in risposta al piano americano in 9 punti, chiede anche la revoca delle sanzioni contro l’Iran, la fine del blocco navale, il ritiro delle forze Usa dalla regione e la cessazione di tutte le ostilità, comprese le operazioni di Israele in Libano.
Trump aveva respinto questa settimana una prima proposta iraniana. Tuttavia i colloqui sono proseguiti e la fragile tregua di tre settimane sembra per ora reggere.
Intanto il vicepresidente del Parlamento iraniano, Ali Nikzad, ha dichiarato che l’Iran “non farà marcia indietro sulla propria posizione riguardo allo Stretto di Hormuz, e non tornerà alle condizioni prebelliche”. Durante una visita alle strutture portuali dell’isola strategica di Larak, Nikzad ha aggiunto che “Lo Stretto di Hormuz appartiene alla Repubblica Islamica dell’Iran”.
Nikzad ha anche ribadito la posizione iraniana secondo cui qualsiasi nave non associata agli Stati Uniti o a Israele potrà transitare dopo aver pagato un pedaggio. Gli Stati Uniti hanno però avvertito le compagnie di navigazione che potrebbero incorrere in sanzioni se pagassero l’Iran in qualsiasi forma, comprese le criptovalute, per ottenere un passaggio sicuro.
Yousef Pezeshkian, figlio e consigliere del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha infine scritto su Telegram che sia gli Stati Uniti sia la Repubblica Islamica si considerano vincitori della guerra e non sono disposti a fare marcia indietro.
“Non desideriamo che la guerra continui, ma non la temiamo; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla”. Lo ha scritto su X il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei.
Il Parlamento iraniano si appresta ad approvare una legge che impone restrizioni sulle navi autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la tv iraniana Press Tv, rilanciata dalla Cnn.
Citando il vicepresidente del Parlamento Ali Nikzad, Press Tv ha spiegato che, in base al piano in 12 punti proposto, alle navi israeliane non sarà mai consentito il passaggio.
Le navi provenienti da “Paesi ostili” saranno invece tenute a pagare riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare la via navigabile, scrive la Cnn, sottolineando che si tratterebbe di un probabile riferimento agli Stati Uniti.
Ieri intanto l’esercito Usa ha riferito di avere intercettato 48 navi in 20 giorni nell’ambito del blocco navale dei porti iraniani attualmente portato avanti da Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico con l’omologo tedesco Johann Wadephul per discutere degli sviluppi regionali e internazionali. Lo riferisce la tv di Stato iraniana.
Secondo quanto riferito dallo stesso Araghchi, nel corso della conversazione ha illustrato al ministro tedesco le posizioni e le iniziative diplomatiche di Teheran, comprese quelle che ha definito come gli sforzi dell’Iran per porre fine alla guerra condotta da Stati Uniti e Israele.
“Gli Stati Uniti sono gli unici pirati al mondo a possedere portaerei. La nostra capacità di affrontare i pirati non è inferiore alla nostra capacità di affondare navi da guerra. Preparatevi ad affrontare un cimitero delle vostre portaerei e delle vostre forze, proprio come i resti dei vostri aerei sono stati lasciati a Isfahan”. Lo ha affermato su X Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamanei.
La riduzione delle truppe americane in Germania sarà molto più ampia di 5.000 unità. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che il livello dei soldati Usa nel Paese “scenderà significativamente”, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg.
Donald Trump, pur esprimendo scetticismo, sta valutando la proposta in 14 punti presentata dall’Iran come controproposta rispetto al piano americano articolato in nove punti.
Secondo quanto riportato da Tasnim, tra le principali condizioni figurano garanzie di non aggressione da parte degli Stati Uniti, il ritiro delle forze americane dalle aree vicine all’Iran e la revoca del blocco navale nello Stretto di Hormuz.
La proposta prevede inoltre la creazione di un “nuovo meccanismo” per la gestione del passaggio strategico, insieme alla fine del conflitto tra Israele ed Hezbollah in Libano e allo sblocco dei fondi iraniani congelati.
Teheran chiede anche la cessazione della guerra entro 30 giorni, in contrasto con la tregua di due mesi proposta da Washington. Solo in un secondo momento verrebbero avviati negoziati sul programma nucleare iraniano, per la durata di un ulteriore mese.
In una versione precedente del piano era incluso anche il riconoscimento del diritto dell’Iran all’arricchimento dell’uranio per scopi pacifici, ma la presenza di questa condizione nel testo attuale non è stata confermata.
Il Parlamento iraniano si appresta ad approvare una legge che imporrebbe restrizioni al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Press TV e ripreso dalla Cnn.
Citando il vicepresidente del Parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al testo composto da 12 articoli, alle navi israeliane non sarà mai consentito il transito.
Le navi provenienti da “paesi ostili” – un probabile riferimento agli Stati Uniti – saranno tenute a pagare riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare lo stretto.
Tutte le altre navi dovranno invece chiedere l’autorizzazione dell’Iran per transitare nello Stretto di Hormuz.
Donald Trump “deve scegliere tra un’operazione impossibile e un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran”. È quanto affermato in una dichiarazione dall’unità di intelligence delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo cui “lo spazio decisionale” per gli Usa e il loro presidente “è limitato”.
“La scadenza indicata dall’Iran al Pentagono sul blocco navale, il cambiamento di tono di Cina, Russia e degli Stati europei nei confronti di Washington, la lettera passiva di Trump al Congresso e l’accettazione delle condizioni negoziali iraniane non significano altro che questo: Trump deve scegliere tra un’operazione impossibile o un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran”, sottolinea la dichiarazione, riportata dall’agenzia Tasnim.
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest’ultimo ha sottolineato “l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei” negli “sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta” con Usa e Israele. Lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall’ambasciata di Teheran a Roma.
“Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico”, si legge.
Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, “invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”.
Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte “la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali”, sottolineando “la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz” e “confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa”.
Le autorità iraniane vogliono trasformare il sito danneggiato della Isfahan University of Technology in un museo dedicato all’impatto degli attacchi israeliani e statunitensi.
Lo ha dichiarato Zafarollah Kalantari, responsabile dell’ateneo, spiegando che “il sito danneggiato sarà preservato come museo di guerra all’interno dell’università, per restare nella storia come testimonianza della repressione scientifica subita dal Paese”.
Secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Irna, le autorità hanno inoltre messo a disposizione nuovi terreni per costruire un edificio sostitutivo e installare attrezzature avanzate destinate all’università.
Kalantari ha infine stimato che i danni alle strutture e alle infrastrutture dell’ateneo ammontino a circa 11 milioni di dollari, in attesa di una valutazione definitiva.
Una nave cisterna iraniana con 1,9 milioni di barili a bordo, per un valore di 220 milioni di dollari, è riuscita a evitare il blocco navale americano ed è arrivata nella regione Asia-Pacifico.
Secondo il sito Tanker Trackers, che traccia gli spostamenti marittimi, la superpetroliera “Huge”, appartenente alla società statale National Iranian Tanker Company, è stata rilevata a largo dello Sri Lanka una settimana fa e ora si trova in Indonesia, diretta verso l’arcipelago di Riau, a largo di Sumatra.
La notizia è rilanciata da Al Jazeera e dalla tv iraniana Irib. Secondo Tanker Trackers, la Huge si trovava in acque iraniane il 13 aprile, giorno in cui la Marina statunitense ha annunciato il blocco dei porti della Repubblica islamica.
“Esaminerò a breve il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i giornalisti prima di salire a bordo dell’Air Force One.
“Se si comporteranno male, se faranno qualcosa di sbagliato vedremo. Ma è una possibilità che potrebbe certamente verificarsi”, ha aggiunto in merito alla possibilità di riprendere le operazioni militari contro l’Iran.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth Social che valuterà la nuova proposta di cessate il fuoco recapitata dall’Iran.
“Fatico a immaginare che sia accettabile, perché non hanno ancora pagato un prezzo abbastanza alto per quello che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”, ha affermato Trump.

