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Guerra in Medio Oriente: una maxi petroliera di Teheran aggira il blocco Usa. Trump: “Valuterò il piano di tregua, ma difficile che possa accettarlo”

Guerra in Medio Oriente: una maxi petroliera di Teheran aggira il blocco Usa. Trump: “Valuterò il piano di tregua, ma difficile che possa accettarlo”
Guerra in Iran, gli aggiornamenti in diretta di domenica 3 maggio
La tregua in Medio Oriente vacilla. Le mosse di Trump e le risposte di Teheran: tutti gli aggiornamenti sul conflitto, su Hormuz e sulle trattative
Inizio diretta: 03/05/26 07:00
Fine diretta: 03/05/26 22:00
Iran, Araghchi a Tajani: “Da alcuni Paesi europei un approccio irresponsabile sul nucleare”

Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest’ultimo ha sottolineato “l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei” negli “sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta” con Usa e Israele. Lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall’ambasciata di Teheran a Roma.

“Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico”, si legge.

Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, “invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”.

Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte “la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali”, sottolineando “la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz” e “confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa”.

Iran, l’università bombardata di Isfahan diventerà un museo della guerra

Le autorità iraniane hanno annunciato l’intenzione di trasformare il sito di un’università bombardata nel centro del Paese in un “museo della guerra”, per mostrare l’impatto dei raid aerei israeliani e americani sul territorio.

“Il sito devastato sarà conservato come museo della guerra all’interno dell’università, per testimoniare l’oppressione subita dal Paese nel corso della storia”, ha dichiarato Zafarollah Kalantari, rettore dell’Università di Tecnologia di Isfahan.

Kalantari ha inoltre indicato che è stato destinato un terreno aggiuntivo per la “costruzione di un nuovo edificio” per l’università, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna.

Secondo il rettore, le prime stime dei danni agli edifici e alle attrezzature dell’università ammontano a circa 9,5 milioni di euro.

L’Università di Isfahan, considerata una delle più grandi dell’Iran, è stata colpita da raid aerei statunitensi e israeliani a marzo, poco dopo lo scoppio della guerra il 28 febbraio.

Secondo le autorità iraniane, gli attacchi hanno preso di mira più di 30 università in tutto l’Iran, inclusa la capitale Teheran, oltre ad aree residenziali e altre infrastrutture civili.

Il cessate il fuoco è entrato in vigore l’8 aprile, ma resta il rischio di una ripresa delle operazioni militari, mentre i negoziati tra Teheran e Washington per porre fine al conflitto restano in fase di stallo.

Iran, il sito dell’università danneggiata dagli attacchi diventerà un museo

Le autorità iraniane vogliono trasformare il sito danneggiato della Isfahan University of Technology in un museo dedicato all’impatto degli attacchi israeliani e statunitensi.

Lo ha dichiarato Zafarollah Kalantari, responsabile dell’ateneo, spiegando che “il sito danneggiato sarà preservato come museo di guerra all’interno dell’università, per restare nella storia come testimonianza della repressione scientifica subita dal Paese”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Irna, le autorità hanno inoltre messo a disposizione nuovi terreni per costruire un edificio sostitutivo e installare attrezzature avanzate destinate all’università.

Kalantari ha infine stimato che i danni alle strutture e alle infrastrutture dell’ateneo ammontino a circa 11 milioni di dollari, in attesa di una valutazione definitiva.

Iran, una maxi petroliera di Teheran aggira il blocco Usa e arriva in Asia-Pacifico

Una nave cisterna iraniana con 1,9 milioni di barili a bordo, per un valore di 220 milioni di dollari, è riuscita a evitare il blocco navale americano ed è arrivata nella regione Asia-Pacifico.

Secondo il sito Tanker Trackers, che traccia gli spostamenti marittimi, la superpetroliera “Huge”, appartenente alla società statale National Iranian Tanker Company, è stata rilevata a largo dello Sri Lanka una settimana fa e ora si trova in Indonesia, diretta verso l’arcipelago di Riau, a largo di Sumatra.

La notizia è rilanciata da Al Jazeera e dalla tv iraniana Irib. Secondo Tanker Trackers, la Huge si trovava in acque iraniane il 13 aprile, giorno in cui la Marina statunitense ha annunciato il blocco dei porti della Repubblica islamica.

Iran, Teheran propone un mese di negoziati per lo stop definitivo alle ostilità

La nuova proposta iraniana per porre fine al conflitto prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano.

Lo riferiscono ad Axios due fonti informate, secondo cui solo dopo l’eventuale raggiungimento di questa prima intesa verrebbe avviata una seconda fase di negoziati, della durata di un ulteriore mese, con l’obiettivo di arrivare a un accordo sul programma nucleare.

I media iraniani avevano in precedenza riferito di una risposta articolata in 14 punti, trasmessa tramite un mediatore pakistano, alla proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Mentre Washington aveva suggerito un cessate il fuoco di due mesi, Teheran punta a risolvere tutto entro 30 giorni e insiste per una fine completa del conflitto, piuttosto che per una tregua temporanea.

Secondo Tasnim, la proposta iraniana include garanzie di sicurezza contro futuri attacchi, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine, la revoca delle restrizioni navali, lo sblocco dei fondi iraniani congelati, risarcimenti, la rimozione delle sanzioni e la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, oltre a nuove regole per lo Stretto di Hormuz.

Iran, Trump frena sulla nuova proposta di Teheran: “Non immagino sia accettabile”

“Esaminerò a breve il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i giornalisti prima di salire a bordo dell’Air Force One.

“Se si comporteranno male, se faranno qualcosa di sbagliato vedremo. Ma è una possibilità che potrebbe certamente verificarsi”, ha aggiunto in merito alla possibilità di riprendere le operazioni militari contro l’Iran.

Iran, Trump non esclude nuovi attacchi: “È una possibilità”

Donald Trump continua a non escludere la possibilità di riprendere le operazioni militari contro l’Iran.

“Se si comporteranno male, se faranno qualcosa di sbagliato… vedremo. Ma è una possibilità che potrebbe certamente verificarsi”, ha detto il presidente americano rispondendo alle domande dei giornalisti in Florida.

Iran, Trump: “Valuterò la nuova proposta di Teheran, ma dubito sia accettabile”

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth Social che valuterà la nuova proposta di cessate il fuoco recapitata dall’Iran.

“Fatico a immaginare che sia accettabile, perché non hanno ancora pagato un prezzo abbastanza alto per quello che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”, ha affermato Trump.