Scommesse sul futuro del mondo, Kalshi e Polymarket scuotono Washington
Dal nostro inviato a Washington – Scommettere sulla guerra. Sul destino di un leader straniero. Persino sul momento esatto in cui il presidente degli Stati Uniti lancerà un attacco militare, guadagnando ogni volta centinaia di migliaia di dollari. Quello che può sembrare la trama di un film di fantascienza è in realtà il business quotidiano di Kalshi e Polymarket, le due piattaforme di “prediction markets” che hanno trasformato la geopolitica in una gigantesca sala scommesse digitale, finendo nel mirino del Congresso, della Casa Bianca, e del dibattito mediatico statunitense.
Per molti, le scommesse sono storicamente legate allo sport e a poco più. Eppure Kalshi e Polymarket hanno intuito la possibilità di creare un enorme business economico attraverso scommesse su eventi futuri, basate sull’acquisto di “contratti” binari: più semplicemente, gli utenti possono scegliere se puntare sull’eventualità che un evento accada oppure no. Tra gli esempi: la morte del nuovo Ayatollah Mojtaba Khamenei entro aprile o la possibilità che Trump attacchi o meno il Papa nella prossima conferenza stampa. Dando la possibilità ai cittadini di scommettere su tutto ciò, ha portato a una crescita esplosiva: il volume mensile degli scambi è passato da 1,2 miliardi di dollari all’inizio del 2025 a 20 miliardi nel gennaio 2026.
È importante sottolineare che tra Kalshi e Polymarket esiste una differenza rilevante: la prima ha sede negli Stati Uniti ed è regolamentata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), il principale organismo federale di vigilanza sui derivati. Polymarket, invece, è una piattaforma offshore che ha ottenuto l’approvazione federale nel luglio 2025; tuttavia, il suo sito internazionale, dove avvengono le operazioni più controverse, rimane al di fuori della giurisdizione americana.
Naturalmente, quando si offre la possibilità di scommettere su tutto, aumenta il rischio di fenomeni assimilabili all’“insider trading”. Ed è qui che lo scandalo esplode. Mentre Stati Uniti e Israele si preparavano a colpire l’Iran, i trader su Polymarket hanno scommesso oltre un miliardo di dollari su diversi aspetti del conflitto. Alcune puntate, però, per tempistica, hanno fatto scattare più di un campanello d’allarme.
Un utente operante sotto il nome “Magamyman” ha guadagnato 553.000 dollari scommettendo sull’Iran e sulla morte del suo leader supremo Ali Khamenei. Tra le sue operazioni, nelle prime ore del mattino del 28 febbraio, ore prima dell’inizio dei bombardamenti, ha puntato 32.000 dollari sull’imminenza di un attacco, quando le quote di Polymarket attribuivano a quell’evento appena il 17 per cento di probabilità.
Non si tratta di un caso isolato. A gennaio, un utente anonimo ha realizzato un profitto di 400.000 dollari scommettendo che il leader venezuelano Nicolás Maduro avrebbe perso il potere, poche ore prima della sua cattura. Inoltre, almeno 50 account di nuova creazione hanno piazzato scommesse consistenti su un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran nelle ore, e perfino nei minuti, precedenti all’annuncio di Donald Trump sui social media.
Ricercatori dell’Università di Harvard, analizzando i dati pubblici, hanno stimato che 143 milioni di dollari di profitti siano stati accumulati su Polymarket da individui che potrebbero aver avuto accesso a informazioni privilegiate su eventi che spaziano dal fidanzamento di Taylor Swift all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace.
A rendere la situazione ancora più delicata è il ruolo della famiglia Trump. Donald Trump Jr. è investitore in Polymarket attraverso il suo fondo di venture capital 1789 Capital e ricopre il ruolo di consigliere strategico di Kalshi. Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha archiviato due indagini federali su Polymarket avviate dalla precedente amministrazione Biden. Un portavoce di Trump Jr. ha precisato che il presidente non effettua operazioni sui mercati predittivi e che il figlio si occupa esclusivamente di consulenza in ambito marketing.
Mentre il Congresso americano studia modi per regolamentare duramente le scommesse su queste piattaforme, il dibattito sui social si è diviso radicalmente tra chi crede che sia giusto, per gli esperti di politica internazionale, lucrare su previsioni e possibili sviluppi; e tra chi invece reputa amorale scommettere sull’uccisione di civili, sull’utilizzo di retorica d’odio da parte del presidente Trump o sull’uso di bombe nucleari.
Ad ogni modo, la questione di fondo appare tanto semplice quanto inquietante: le informazioni riservate, con questo mercato, diventano ancora di più merce di scambio, in cui grazie a una semplice fonte si può generare un enorme profitto, ogni tanto sulla vita delle persone.

