La nave da crociera MV Hondius, tristemente famosa per il contagio di Hantavirus a bordo che ha causato tre morti e almeno altri sette contagi accertati, è attraccata a Tenerife in Spagna. Ma nonostante tutte le precauzioni del caso prese dalle autorità, il rischio di una diffusione non è scongiurato. Ogni Paese interessato da pazienti positivi adotta le sue contromisure e si comincia già a parlare di un possibile vaccino “pronto in circa cento giorni”. Chi ha vissuto in prima persone quelle settimane da incubo a bordo della crociera è il comandante della nave, Jan Dobrogowski. A lui il compito di gestire l’emergenza a bordo e cercare per quanto possibile di tranquillizzare tutti. Lui stesso ammette: “Settimane durissime“.
Dobrogowski ha dovuto comunicare il decesso a bordo del “paziente zero”, ma non sapeva che quello sarebbe stato solo l’inizio dell’incubo. “Per quanto tragico, – aveva detto in un messaggio il comandante agli altri passeggeri – la causa del decesso è da attribuirsi a cause naturali, o almeno così crediamo. Inoltre, secondo il medico, i problemi di salute di cui soffriva non erano infettivi, pertanto la nave è sicura da questo punto di vista”.
Ma in quel momento, a causa della mancanza dei giusti strumenti a bordo, non si poteva determinare il vero motivo di quel decesso, dovuto appunto all’Hantavirus. Nel video diffuso dopo l’attracco della nave, il capitano ha anche ricordato “coloro che non sono più con noi. E qualsiasi cosa io dica non potrà alleviare questo dolore. E devo lodare il mio equipaggio – ha concluso – per il coraggio e la determinazione altruistica dimostrati più e più volte nei momenti più difficili”.

