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Iran, il capo della polizia: “Chi protesta sarà considerato un nemico. Dito già sul grilletto”. Repressione durissima del regime

Gente barricata in casa e terrorizzata, sia dalle bombe di Trump che dalle minacce della polizia

Iran, il capo della polizia: “Chi protesta sarà considerato un nemico. Dito già sul grilletto”. Repressione durissima del regime
Iran

Il capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ha minacciato una repressione durissima in caso di nuove manifestazioni contro il regime. Radan ha dichiarato alla televisione pubblica di Teheran che “chiunque esca fuori su richiesta del nemico verrà considerato un nemico e non un dimostrante”. “Il dito delle forze di sicurezza è sul grilletto“, ha aggiunto il capo della polizia iraniana. “Se qualcuno si fa avanti in linea con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, lo considereremo un nemico. E gli faremo quello che faremmo a un nemico. Lo tratteremo nello stesso modo in cui trattiamo i nemici”, ha affermato Radan, “tutte le nostre forze sono pronte, con le dita sul grilletto, pronte a difendere la loro rivoluzione”.

Intanto la guerra continua. Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i loro sistemi di difesa “stanno rispondendo a una minaccia missilistica”, in una serie di messaggi pubblicati su X dall’Autorità Nazionale per la Gestione delle Emergenze e delle Crisi. “Il ministero della Difesa conferma che i suoni rilevati in varie parti del Paese sono dovuti ai sistemi di difesa aerea che intercettano missili balistici e ai caccia che intercettano droni e altri velivoli”, prosegue il comunicato, che identifica l’Iran come aggressore. L’esercito kuwaitiano ha infine riferito che i suoi sistemi di difesa aerea hanno rilevato “cinque droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo del Paese”. “Quattro sono stati attaccati e distrutti, e uno si è schiantato fuori dalla zona di minaccia”, si legge in un comunicato.