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Iran, Noci: “Addio al patto con gli Usa. L’Europa diventi adulta e costruisca un suo esercito. Il vero vincitore della guerra? La Cina”

Giuliano Noci analizza ad Affaritaliani il tramonto della Nato, l’emergenza energetica e il nuovo primato strategico di Pechino

Iran, Noci: “Addio al patto con gli Usa. L’Europa diventi adulta e costruisca un suo esercito. Il vero vincitore della guerra? La Cina”

Noci: “Trump in un vicolo cieco. Dalla crisi in Iran emerge un solo vincitore: Pechino”

“Io credo che Donald Trump si sia infilato in un vicolo cieco, dal quale fatica a uscire”. Così Giuliano Noci, Professore Ordinario in Ingegneria Economico- Gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano, commenta ad Affaritaliani le tensioni tra Usa e Iran. 

“Internamente le difficoltà sono aumentate per via dell’inflazione e altri problemi economici; esternamente, comincia a ricevere pressioni anche dai Paesi del Golfo, destabilizzati dalla situazione. Per questo motivo, penso che una conclusione rapida del conflitto sia assolutamente plausibile”, spiega l’esperto. 

Alla domanda su quali potrebbero essere le implicazioni per l’equilibrio geopolitico globale dopo il possibile “riesame” del rapporto tra Stati Uniti e NATO, Noci non ha dubbi: “Credo che si sia rotto definitivamente il patto che legava l’Occidente: gli Stati Uniti non sono più un alleato in senso stretto dell’Europa. L’Europa deve rendersi conto di questo e non fare la politica dello struzzo; ha l’esigenza di evolvere, diventare adulta, cambiare e costruirsi un proprio esercito, tant’è che Trump sta dichiarando di voler valutare il ritiro dalla NATO”.

Ma nel caso la guerra finisse a breve, quale impatto potrebbe avere sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz e sui flussi energetici globali? Forti e chiare le parole del professore: “Anche se lo Stretto di Hormuz si riaprisse rapidamente, non credo che la situazione torni subito alla normalità. Diverse infrastrutture energetiche, ad esempio in Qatar, sono state danneggiate e richiederanno anni per essere ripristinate. Inoltre, oltre al petrolio, transitano gas, elio, fertilizzanti: l’impatto è quindi molto ampio. Questa guerra aumenta il livello di incertezza globale, spingendo i paesi a proteggere le proprie economie, il che riduce consumi e investimenti e avrà un effetto negativo sulla crescita economica, in parte strutturale”.

Infine, sorprendenti le parole dell’esperto riguardo la Cina, che in questo caos sembra essere l’unica vincitrice, traendo profitto dalle tensioni Usa-Iran: “La Cina in questa guerra ci guadagna. Guadagna in credibilità perché, restando ferma mentre gli Stati Uniti creano disastri e perdono reputazione, si erge a paladino della governance multilaterale. Guadagna economicamente: se l’inflazione aumenta, i suoi prodotti, con un migliore mix qualità-prezzo, risultano avvantaggiati. Guadagna anche in influenza sui paesi asiatici molto dipendenti dal petrolio del Golfo, come il Giappone. Per tutte queste ragioni, dalla guerra in Iran probabilmente emerge un vincitore: la Cina”, conclude l’esperto.

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