La petroliera Skylight, battente bandiera di Palau, è stata colpita da un drone kamikaze nelle prime ore di domenica 1 marzo mentre navigava all’ingresso dello Stretto di Hormuz. La nave si trova in fiamme al largo delle coste dell’Oman.
Secondo le prime informazioni, quattro membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Tutti i marinai sono stati evacuati.
L’attacco arriva mentre il traffico marittimo nello Stretto — uno dei choke point energetici più strategici al mondo — risulta di fatto paralizzato. Almeno 150 petroliere, tra navi per il trasporto di greggio e GNL, hanno gettato l’ancora in acque aperte nel Golfo, mentre altre decine risultano ferme sul lato opposto del passaggio.
Lo Stretto di Hormuz è il corridoio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. La sua chiusura o limitazione operativa ha effetti immediati sui mercati energetici globali.
Secondo stime Reuters, le navi si stanno concentrando al largo dei principali produttori dell’area — Iraq, Arabia Saudita, Qatar — in attesa di sviluppi sulla sicurezza della rotta.
L’attacco alla Skylight rappresenta un ulteriore salto di qualità nella tensione regionale, con il rischio concreto di ripercussioni sui prezzi dell’energia e sull’equilibrio strategico del Medio Oriente.
