Esteri
Iran, Witkoff: "Trump preferisce la diplomazia. L'economia di Teheran è in crisi e scenderanno a compromessi"
L'inviato speciale della Casa Bianca parla anche di "possibile alternativa pessima". E gli Usa intanto muovono la portaerei

Steve Witkoff
Iran, Witkoff preannuncia le prossime mosse di Trump: tra diplomazia e movimenti di navi da guerra
L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff suggerisce che l'amministrazione Trump preferisca una soluzione diplomatica, piuttosto che militare, alle tensioni in corso con l'Iran. "Spero che si trovi una soluzione diplomatica. Lo spero davvero". L'inviato statunitense afferma che un accordo diplomatico co l'Iran affronterebbe quattro questioni: "(1) l'arricchimento nucleare, (2) i missili - devono ridurre il loro inventario; (3) il materiale [nucleare] effettivo che hanno, che è di circa 2000 chilogrammi arricchiti tra il 3,67% e il 60%; e (4) i proxy". Witkoff suggerisce che l'Iran potrebbe essere disposto a scendere a compromessi su tutte e quattro le questioni perché la sua economia versa in gravi difficoltà.
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"Se vogliono tornare alla Società delle Nazioni, possiamo risolvere diplomaticamente quei quattro problemi, e questa sarebbe un'ottima soluzione. L'alternativa è pessima". Il Pentagono ha dichiarato che sta spostando il gruppo di una portaerei d'attacco dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano ad aumentare. Lo scrive 'The Hill'.
Secondo le immagini di Copernicus, una società di dati satellitari che monitora il traffico marittimo, la portaerei USS Abraham Lincoln e il suo gruppo d'attacco sono stati avvistati mentre si allontanavano verso ovest dalla regione indo-pacifica. Secondo quanto riferito da una fonte a NewsNation, si prevede che lo spostamento del gruppo d'attacco della portaerei, che comprende jet da combattimento, cacciatorpediniere lanciamissili e almeno un sottomarino d'attacco, durerà circa una settimana. Il Pentagono non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di 'The Hill'.
L'Iran ha intenzione di mantenere il blackout di Internet a livello nazionale almeno fino al Capodanno iraniano, a fine marzo: lo scrive IranWire, citato da Iran International. IranWire afferma che la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che l'accesso ai servizi online internazionali non sarà ripristinato prima di Nowruz, che cade intorno al 20 marzo. Il gruppo di monitoraggio NetBlocks ha affermato che l'attuale blackout in Iran ha superato il precedente del 2019. "Nel 2019, dopo il ripristino della connettività, è stata resa nota la portata della brutale repressione", ha affermato il gruppo in un post sui social.
