“I jihadisti prenotano viaggi sulle navi da crociera o passeggeri dirette in Turchia”. E’ l’inquietante allarme lanciato da Robert Noble, il direttore dell’Interpol. “Così riescono a entrare in territorio europeo”…
Come spiega il Corriere della Sera, infatti, si tratta di un modo per aggirare i controlli che le autorità turche e i servizi di polizia europei hanno adottato negli aeroporti per bloccare i militanti decisi a unirsi ai gruppi in Siria e in Iraq. Scrive il Corriere: “Forse l’intervento dell’Interpol punta a creare un setaccio più stretto, una mossa preventiva davanti ad una realtà molto dinamica. Pochi casi che possono moltiplicarsi. I successi dell’Isis hanno avuto l’effetto di moltiplicare le reclute, con molti giovani pronti ad unirsi al Califfo. Le recenti valutazioni dell’intelligence Usa hanno stimato che ogni mese non meno di mille jihadisti entrano in Siria”.
Nel frattempo la polizia cipriota ha bloccato il 28 ottobre un cargo nel porto di Limassol. A bordo c’erano dei container pieni di barili di benzina. Ufficialmente il carico era destinato ad Alessandria d’Egitto, ma gli investigatori sospettano che possa trattarsi di un contrabbando in favore dell’Isis.

