È atterrato ieri sera all’aeroporto di Fiumicino il primo volo charter con a bordo 127 italiani che erano rimasti bloccati nei Paesi del Golfo dopo l’escalation bellica tra Iran, United States e Israel.
Il Boeing 737, partito da Mascate con assistenza della Farnesina e delle ambasciate italiane nell’area, ha riportato a casa cittadini italiani che erano rimasti bloccati in Oman o che erano stati trasferiti lì dagli Emirati Arabi Uniti a causa delle chiusure degli spazi aerei.
All’arrivo, tra abbracci e lacrime di sollievo, diversi passeggeri hanno raccontato le ore vissute fino alla partenza. Alcuni hanno descritto momenti di grande paura: “Sentivamo esplosioni, caccia in volo e non sapevamo se il nostro volo sarebbe mai decollato”, ha detto una ragazza spiegando di aver temuto per la propria vita.
Il ritorno dei primi connazionali è solo l’inizio di una lunga operazione di evacuazione: nel corso della giornata sono previsti altri voli di rientro, tra cui uno con circa 200 studenti minorenni bloccati a Abu Dhabi e Dubai.
La Farnesina ha ribadito che la sicurezza dei cittadini italiani all’estero resta una priorità assoluta e che le operazioni di rientro continueranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di aiutare quanti si sono trovati in difficoltà a causa delle sospensioni dei voli e della crisi in Medio Oriente.
