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Marò, passo indietro di Delhi sulla pena di morte

Marò, passo indietro di Delhi sulla pena di morte
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Sul caso maro’, il governo di Delhi ci ripensa: o almeno cosi’ scrive l’Indian Express. Di fronte alle crescenti pressioni contro l’applicazione nella vicenda dello stringente Sua Act che prevede la pena di morte, il governo ha chiesto al ministero dell’Interno – sostiene il quotidiano indiano – di rivedere il suo ‘via libera’ ad invocare la legge nel caso specifico: “Al ministero – si legge ancora – e’ stato richiesto di considerare il fatto che la legge e’ stata pensata per far fronte ad atti di terrorismo e pirateria e questo non e’ il caso dell’omicidio dei due pescatori”.

Secondo fonti del ministero della Giustizia consultate dal quotidiano, sara’ chiesto alla Procura Generale di rivedere la sua posizione e “la sua opinione sara’ valutata dal ministro della Giustizia (e non come accadde l’ultimo volta quando il ‘via libera’ fu dato da un funzionario di medio livello)”. Fonti al ministero dell’Interno non hanno confermato la notizia, ma sottolineano che “il governo sta ancora valutando i futuri sviluppi della sua azione alla luce delle ramificazioni internazionali”. Mercoledi’ lo stesso presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Durao Barroso, ha sottolineato che ogni decisione sul caso dei due fucilieri del Battaglione San Marco avra’ “un impatto sulle relazioni complessive fra l’Unione Europea e l’India”. Se il ministero della Giustizia fa marcia indietro, conclude il quotidiano, quello dell’Interno “puo’ far marcia indietro e processare i due militari in base al Codice Penale indiano, anche se questo non lo puo’ applicare la Nia, l’Agenzia Investiva indiana”.

Intanto oggi la Corte Speciale di New Delhi ha deciso di rinviare al 25 febbraio la discussione sulla richiesta della Nia al tribunale stesso di assumere la custodia dei maro’, attualmente in liberta’ provvisoria dietro cauzione e residenti nell’ambasciata d’Italia a New Delhi. L’udienza e’ durata appena qualche minuto e l’esito – ha spiegato l’inviato speciale Staffan De Mistura – era atteso dall’Italia perche’ il 3 febbraio e’ prevista l’udienza sul ricorso alla Corte Suprema contro l’eventuale applicazione nel processo del Sua Act, la legge antipirateria. “Il passaggio era puramente formale”, ha fatto sapere. Il diplomatico, da mesi impegnato nella spola tra Italia e India, e’ appena tornato a New Delhi in attesa dell’udienza – quella si’ importante – del 3 febbraio, che dovrebbe sbloccare il processo ai due fucilieri del Battaglione San Marco. “Con la decisione odierna”, sintetizza de Mistura, “la Corte Speciale ha in qualche modo riconosciuto di non essere in condizione di decidere proprio perche’ l’Italia si e’ rivolta a un’istanza superiore, la Corte Suprema”.