Diego Maradona soffriva di disturbo bipolare e di disturbo narcisistico di personalità. È quanto emerso dalla testimonianza dello psicologo Carlos Diaz, membro dell’équipe medica sotto processo per presunta negligenza nella cura dell’ex fuoriclasse argentino, morto nel 2020. Diaz, specialista in dipendenze, ha deposto per la prima volta davanti al tribunale di San Isidro, a Buenos Aires, dove da due settimane sono sotto processo sette operatori sanitari — tra cui un medico, uno psichiatra, uno psicologo e alcuni infermieri — per accertare eventuali responsabilità nella morte del campione.
Secondo lo psicologo, il quadro clinico di Maradona era complesso: oltre alla dipendenza da alcol e psicofarmaci, i medici avrebbero dovuto affrontare anche disturbi della personalità e dell’umore. Diaz ha dichiarato di aver contribito ad accompagnarlo verso la sobrietà nell’ultimo mese di vita.
Si tratta della prima volta che uno specialista rende pubblica una diagnosi di disturbo mentale relativa all’ex calciatore. Durante la testimonianza, Diaz ha inoltre sottolineato come l’abuso di sostanze fosse strettamente legato alla carriera sportiva di Maradona e alle difficoltà nel gestire la frustrazione. “Mi è stato riferito che non sapeva come affrontarla”, ha spiegato, aggiungendo che il campione aveva manifestato la volontà di disintossicarsi.

