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Pena di morte per i marò? La Russa ad Affaritaliani.it: candidati alle Europee

Continua la confusione a New Delhi sulla sorte di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Il ministero degli Interni indiano ha dato il via libera all’agenzia d’investigazione Nia affinché proceda secondo il Sua Act, la legge antiterrorismo e antipirateria che prevede la pena capitale

ESCLUSIVO/ Ignazio La Russa annuncia ad Affaritaliani.it: “Come extrema ratio Fratelli d’Italia potrebbe candidare i due marò alle prossime elezioni europee. In questo modo, diventando europarlamentari, avrebbe una maggiore tutela da parte delle istituzioni comunitarie”

Ci aspettano settimane o mesi di sorprese nel caso dei due marò italiani trattenuti in India. La confusione tra ministeri a New Delhi non accennano a terminare. Il ministero degli Interni ha dato il via libera all’agenzia d’investigazione Nia affinché proceda contro Salvatore Girone e Massimiliano Latorre secondo il Sua Act, la legge antiterrorismo e antipirateria che prevede la pena capitale. La notizia è circolata sotto forma di indiscrezione ma è stata riportata da praticamente tutti gli organi d’informazione indiani. I quali hanno aggiunto che la Nia non sarà in grado di formulare ufficialmente i capi d’imputazione prima di un’udienza prevista per il 3 febbraio davanti alla Corte Suprema, che ha ordinato al governo di procedere alle accuse entro quella data.

Una fonte della Nia ha anche fatto sapere che, al momento della presentazione dei capi d’accusa, informerà il tribunale speciale incaricato di processare i due militari italiani che, in caso di condanna, dopo il processo non chiederà la massima pena. Questo perché il ministero degli Esteri indiano ha dato all’Italia assicurazione sovrana che i marò non rischiano la pena capitale. Situazione estremamente confusa ma grave. Confusa perché il Sua Act prevede, alla Sezione 3(g), che se l’offesa “in connessione a una nave causa la morte di qualsiasi persona sarà punita con la morte”. Girone e Latorre, accusati di avere ucciso due pescatori al largo delle coste dello Stato del Kerala, cadrebbero nella fattispecie. È evidente che il governo di Delhi non vuole che vengano puniti con la pena massima, ma non è chiaro come la Nia possa riuscire a districarsi da un obbligo di legge. Grave perché, al di là della condanna, processare sulla base di una legge antiterrorismo due militari di un altro Paese che al momento dei fatti sotto giudizio erano nel pieno delle loro funzioni antipirateria significa considerare quel Paese in qualche modo coinvolto in attività di terrorismo.

La situazione dei due marò tiene banco anche nel mondo politico italiano. Tanto che Ignazio La Russa ha annunciato ad Affaritaliani.it che, “come extrema ratio, Fratelli d’Italia potrebbe candidarli alle prossime elezioni europee”. Non solo. L’ex ministro della Difesa ha spiegato che “per non politicizzarli e non far sembrare questa scelta come di parte Fdi è pronta a candidarne soltanto uno lasciando la possibilità a un altro partiti di destra, centro o sinistra di candidare l’altro. In questo modo, diventando europarlamentari, avrebbe una maggiore tutela da parte delle istituzioni europee. Comunque prima andranno fatti tutti i passi necessari da parte del governo italiano e quest’ipotesi è soltanto l’ultima nel caso in cui la situazione non si sbloccasse in modo positivo nei prossimi mesi”.