“Accolgo questa decisione con favore, ora i nostri comandanti studieranno i dettagli”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla ministeriale Esteri a proposito dell’annuncio di Donald Trump sui 5000 soldati in Polonia.
“Ma chiariamo bene: il percorso che stiamo seguendo punta a un’Europa più forte in una Nato più forte, assicurandoci che, col tempo e passo dopo passo, diventeremo meno dipendenti da un unico alleato, come siamo stati per così tanto tempo, ovvero gli Stati Uniti“, ha sottolineato.
“In questo modo gli Usa avranno la possibilità e l’opportunità di concentrarsi maggiormente su altre priorità che sono anche nel nostro interesse. Ciò a cui assisterete nel prossimo futuro è un processo graduale in cui gli europei assumeranno un ruolo più importante, il che è davvero fondamentale. Gli americani ne sono consapevoli e, nell’ambito di tale processo, ci saranno naturalmente sempre decisioni e annunci che fanno parte della traiettoria a lungo termine”.
Un obiettivo prioritario sarà quello di “mantenere e rafforzare” il sostegno all’Ucraina nella sua lotta contro l’invasione russa e ciò comporta che gli aiuti finanziari e militari “siano distribuiti nel modo più equo possibile” tra gli alleati della Nato. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla ministeriale Esteri. Il “peso maggiore” al momento è sostenuto “da 6-7 alleati” e si deve quindi trovare un modo “più giusto”.
Nato, Rubio: “Alleati dovranno affrontare le preoccupazioni di Trump”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato agli alleati della Nato che dovranno “affrontare” le “preoccupazioni” di Donald Trump riguardo al Medio Oriente. “Le preoccupazioni del presidente – per dirla senza mezzi termini, la sua preoccupazione per alcuni dei nostri alleati della Nato e per la loro reazione alle nostre operazioni in Medio Oriente – sono ben note; dovranno essere affrontate, ma non saranno risolte o affrontate oggi”, ha affermato Rubio. Il presidente americano “è furioso” da quando gli europei si sono rifiutati di unirsi nella guerra che ha lanciato con Israele contro l’Iran. Ed ha aggiunto che rivedere il dislocamento delle truppe “non è un’azione punitiva, è un processo che continuerà, in cooperazione con i nostri alleati”.

