Scontro aperto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo i raid contro l’Iran. Stati Uniti e Israele hanno difeso l’azione militare, mentre Teheran ha denunciato le vittime civili come un “crimine di guerra”, evidenziando le profonde divisioni all’interno del Palazzo di Vetro.
L’ambasciatore statunitense Mike Waltz ha ribadito che “la comunità internazionale ha da tempo affermato un principio semplice e necessario: l’Iran non può avere un’arma nucleare”, richiamando precedenti risoluzioni Onu rimaste, a suo dire, inascoltate. “Non è una questione politica, ma di sicurezza globale”, ha aggiunto, sostenendo che Washington sta intraprendendo “azioni legali” a questo scopo. Waltz ha inoltre accusato Teheran di repressioni interne e ha affermato che la presenza iraniana alla riunione d’emergenza “ridicolizza questo organismo”.
Sulla stessa linea l’ambasciatore israeliano Danny Danon, che ha respinto le accuse di aggressione parlando di azione dettata dalla “necessità”. Danon ha denunciato l’“ipocrisia” di alcuni membri del Consiglio che hanno criticato l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele senza condannare le successive ritorsioni iraniane.
Di segno opposto l’intervento dell’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani, che ha definito le morti di civili, tra cui oltre 100 bambini nella scuola di Minab, nel sud dell’Iran, un “crimine di guerra”. Teheran ha invocato il diritto all’autodifesa previsto dalla Carta dell’Onu e denunciato un “doppio standard” da parte di alcuni membri del Consiglio. Iravani non ha confermato né smentito le notizie sulla morte della Guida suprema, Ali Khamenei, annunciate poco prima dal presidente statunitense Donald Trump.
Le posizioni hanno messo in luce un Consiglio di Sicurezza spaccato: Russia e Cina hanno condannato gli attacchi di Stati Uniti e Israele, mentre altri Paesi hanno concentrato le critiche sull’Iran o si sono limitati a chiedere una de-escalation.
Gli Stati del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar, Bahrein, Siria e Giordania – hanno condannato in una dichiarazione congiunta gli attacchi iraniani contro i loro territori, definendoli “vigliacchi” e ritenendo Teheran “pienamente responsabile”.
Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha infine lanciato un monito: l’escalation militare in Medio Oriente rischia di provocare conseguenze incontrollabili per l’intera regione.

