Londra, preghiere in piazza e Iftar: Farage lancia il divieto e infiamma lo scontro con i Laburisti
Nigel Farage, guida del partito Reform UK (di chiara ispirazione trumpiana), finisce nuovamente nell’occhio del ciclone per aver promesso il divieto assoluto delle funzioni religiose musulmane all’aperto nelle piazze storiche della nazione, qualora dovesse guidare il prossimo governo.
La scontro è divampato a seguito del tradizionale raduno a Trafalgar Square, nel centro di Londra, dove numerosi fedeli si sono ritrovati per l’iftar (il pasto che interrompe il digiuno del Ramadan) accompagnato dalla preghiera collettiva. Un momento di aggregazione che l’ex volto simbolo della Brexit non ha esitato a definire un “tentativo di intimidire e dominare il nostro stile di vita“.
Oltre alle esternazioni del numero uno di Reform, stabilmente in vetta alle rilevazioni elettorali, la vicenda è approdata nell’aula della Camera dei Comuni durante l’ultimo Question Time. Il primo ministro laburista Keir Starmer, in un acceso confronto con la leader dei Tory Kemi Badenoch, ha sollecitato la rimozione forzata di un suo fedelissimo: il Guardasigilli “ombra” Nick Timothy.
Il braccio destro della Badenoch è finito nel mirino per la diffusione di un filmato sui social in cui definiva il raduno dei fedeli a Trafalgar Square un “atto di dominazione”. Il video ha scatenato la reazione sdegnata del primo cittadino di Londra, Sadiq Khan — di confessione islamica e radici pakistane — che ha etichettato i contenuti come “vergognosi”, mentre i vertici delle associazioni musulmane hanno espresso un fermo biasimo nei confronti di Farage.

