A partire da oggi, mercoledì 25 febbraio, per entrare nel Regno Unito per turismo o per soggiorni brevi fino a sei mesi, i cittadini italiani devono essere in possesso della nuova Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA). La misura riguarda anche altri cittadini europei e non si applica a chi dispone già di uno status di residenza nel Paese o della doppia cittadinanza britannica. L’ETA è collegata direttamente al passaporto e ha una validità di due anni, oppure fino alla scadenza del documento se questa è precedente. Non è più possibile entrare nel Paese con la sola carta d’identità, né cartacea né elettronica. Le compagnie aeree sono tenute a verificare il possesso dell’autorizzazione prima dell’imbarco: in assenza dell’ETA, il passeggero rischia di non poter partire.
Come richiedere l’ETA
La procedura è digitale e generalmente rapida. La richiesta può essere effettuata tramite l’app ufficiale UK ETA oppure attraverso il portale istituzionale Gov.uk/ETA, al costo di 16 sterline. Nella maggior parte dei casi l’esito arriva in pochi minuti, ma è consigliabile presentare domanda con un anticipo di almeno tre giorni lavorativi per consentire eventuali controlli aggiuntivi. Le autorità raccomandano di utilizzare esclusivamente i canali ufficiali, evitando siti intermediari non autorizzati che applicano commissioni aggiuntive.
Chi non deve richiederla
Sono esclusi dall’obbligo di ETA:
- I cittadini italiani già in possesso di uno status di immigrazione nel Regno Unito, come l’EU Settled Status o il Pre-Settled Status, così come i titolari di visti per lavoro o studio. In questi casi è comunque necessario mantenere aggiornati i propri dati tramite l’account UKVI.
- I cittadini con doppia cittadinanza italiana e britannica, compresi i minori. L’ingresso avviene utilizzando un passaporto britannico valido oppure un passaporto italiano accompagnato da un Certificate of Entitlement.
Turismo, studio e lavoro: cosa cambia
L’ETA riguarda esclusivamente viaggi per turismo o brevi soggiorni. Chi si reca nel Regno Unito per motivi di studio o lavoro deve invece ottenere un visto elettronico (eVisa). Tutti i titolari di eVisa, inclusi i minori, sono tenuti a creare un account UKVI per gestire il proprio visto e aggiornare i dati del passaporto.

