Giorno della Vittoria, l’ultimatum di Mosca a Kiev: “Pronti alla rappresaglia”. Tregua di 48 ore col sostegno di Trump
Il Cremlino ha ufficializzato l’inizio di un cessate il fuoco di due giorni, a partire dalla mezzanotte, in occasione dell’anniversario della vittoria sul nazifascismo. L’iniziativa russa per l’8 e il 9 maggio godrebbe del beneplacito del presidente statunitense Donald Trump. A riferirlo è Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, precisando che il supporto di Washington sarebbe emerso durante un colloquio telefonico tra i due leader lo scorso 29 aprile.
Tuttavia, il clima resta di massima allerta. Mosca, attraverso una nota alle cancellerie straniere, ha minacciato un “attacco di rappresaglia” contro Kiev qualora le celebrazioni dovessero subire interferenze, sollecitando l’evacuazione dei diplomatici e dei civili dalla capitale ucraina. Netta la replica di Volodymyr Zelensky: “L’Ucraina cerca di porre fine a questa guerra con dignità. La Russia ha combattuto fino al punto in cui persino la sua principale parata ora dipende da noi. Questo è un segnale chiaro: Basta, è abbastanza”.
Ultimatum del Cremlino: “Evacuate Kiev, la rappresaglia è inevitabile”
Si alza drammaticamente il livello dello scontro verbale tra Mosca e Kiev in vista del 9 maggio. Il Ministero degli Esteri russo ha lanciato un monito senza precedenti, parlando di un “inevitabile attacco di rappresaglia” sulla capitale ucraina nel caso in cui le celebrazioni per l’anniversario della vittoria sovietica sulla Germania nazista dovessero essere bersaglio di offensive.
In una nota ufficiale, la diplomazia russa ha ribadito che la ricorrenza rappresenta una “festa sacra per tutti i russi” e ha invitato le cancellerie internazionali a prendere le minacce del Ministero della Difesa con la “massima serietà”. Il Cremlino ha quindi formalmente raccomandato di “garantire la tempestiva evacuazione del personale diplomatico e di altre missioni, nonché dei cittadini, da Kiev”. Secondo Mosca, la risposta militare contro il cuore politico dell’Ucraina sarebbe la conseguenza diretta e obbligata qualora il governo di Zelensky dovesse “mettere in atto i suoi piani terroristici” per sabotare la parata sulla Piazza Rossa.
Piazza Rossa blindata: parata in formato ridotto e stop agli asset UniCredit
Dmitry Peskov ha confermato che il cerimoniale del 9 maggio non subirà variazioni rispetto a quanto pianificato dal ministero della Difesa, sebbene la parata si svolgerà in forma contenuta. Per mitigare i rischi di incursioni ucraine, non sfileranno mezzi pesanti e mancheranno i giovani allievi delle accademie Suvorov e Nakhimov. Anche la marcia del “Reggimento Immortale” è stata trasferita sul web in Russia, pur restando confermata in presenza in altri Stati.
Sul fronte economico, il Cremlino frena sulle ipotesi di cessione delle attività russe di UniCredit. Peskov ha chiarito che non esiste ancora una decisione definitiva da parte di Vladimir Putin: “È prevista una procedura speciale; quando verrà ricevuta una richiesta in tal senso, verrà esaminata. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito”.
Diplomazia e minacce: l’asse Mosca-Washington e l’ombra del conflitto totale
Mentre la Russia dichiara di apprezzare il ruolo di mediazione degli Stati Uniti — auspicando che Washington continui a fornire servizi per agevolare il dialogo — i toni verso l’Europa restano durissimi. Dmitry Medvedev ha paventato scenari apocalittici in caso di scontro diretto con la Germania, sostenendo che una guerra porterebbe alla fine della civiltà europea: “A quanto pare, solo una dichiarazione diretta di conseguenze così gravi può far ragionare gli eredi nazisti e i loro alleati tedeschi, salvando milioni di vite da entrambe le parti del fronte”.
Parallelamente, la diplomazia vaticana continua a tessere la sua tela. Il Papa ha ricevuto in udienza il primo ministro della Polonia Donald Tusk per un confronto focalizzato proprio sulla crisi ucraina e sul posizionamento strategico della Polonia all’interno dell’Unione Europea.
Tra Guerra e tregue: accuse incrociate e attacchi nella notte
La portavoce Zakharova ha bollato come una “sanguinosa trovata pubblicitaria” i precedenti annunci di tregua di Zelensky, citando attacchi di droni ucraini avvenuti proprio durante i periodi di presunto silenzio delle armi. Secondo Mosca, il leader ucraino cercherebbe solo di ostacolare l’iniziativa russa per mascherare le difficoltà delle sue truppe al fronte.
Di contro, Zelensky accusa il Cremlino di aver già violato ogni impegno: “Davanti a un cessate il fuoco completo, la Russia ha risposto solo con nuovi colpi e attacchi. Per tutto il giorno, quasi ogni ora, sono giunte notizie di colpi da diverse regioni dell’Ucraina”. Il presidente ucraino ha poi rilanciato: “L’Ucraina risponderà a tono. Se Putin si preoccupa solo di una parata e nient’altro, è un’altra questione. L’Ucraina è pronta a lavorare per la pace”.

