Ha fatto molto discutere la decisione dell’Italia che ha negato a Trump la base di Sigonella in Sicilia, il no agli Stati Uniti lo ha comunicato il ministro della Difesa Crosetto, non prima di essersi confrontato al telefono con la Giorgia Meloni. La premier ha voltato le spalle all’alleato solo per una questione di forma, non di sostanza. A differenza di quanto dichiarato dalla Spagna “no alle basi perché siamo contrari alla guerra”, l’Italia ha un’altra linea politica e nella nota di Palazzo Chigi questo aspetto viene evidenziato. Secondo le regole, infatti, i jet americani già in volo non possono atterrare. Se volessero farlo, secondo una procedura precisa, – riporta Il Corriere della Sera – dovrebbero prima consultare il governo italiano, che a sua volta dovrebbe coinvolgere il Parlamento. Il no a Trump è da leggere in questo senso, visto che quei jet, forse provenienti dalla Scozia, erano già in volo quando hanno chiesto l’appoggio militare all’Italia.
Di sicuro ieri Trump ha messo nel mirino la Francia e non l’Italia, e Palazzo Chigi, con una nota a fine mattinata, ricostruisce l’accaduto richiamando gli accordi fra i due Stati vigenti, e più volte novellati, dal 1954, ma soprattutto rimarcando che i due Paesi restano alleati e in ottimi rapporti. “Ogni Stato ha le sue regole e le sue dinamiche politiche — sottolineano a Palazzo Chigi — ma la nostra decisione non ha nulla a che vedere con quanto avvenuto in Spagna“. L’Italia non ha chiuso il suo spazio aereo, non ha fortemente limitato l’agibilità delle basi americane sul proprio territorio.

