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Trump: “Domani è la scadenza definitiva per un accordo con l’Iran. Tutto il paese potrebbe essere distrutto in una notte”

Il presidente Usa definisce la proposta iraniana un passo avanti ma insufficiente. E parla apertamente di regime change mentre restano aperti i contatti con i mediatori

Trump: “Domani è la scadenza definitiva per un accordo con l’Iran. Tutto il paese potrebbe essere distrutto in una notte”
Donald Trump e la first lady Melania Trump White House Easter Egg Roll (Foto Ipa)

La guerra “può finire rapidamente”, ma l’Iran respinge la tregua breve e Washington alza il tono sulle infrastrutture

Donald Trump mette un timer politico sulla crisi con l’Iran e lo trasforma in una minaccia esplicita. “Martedì è la scadenza definitiva per l’Iran per fare un accordo”, dice il presidente americano, spiegando di aver visto tutte le proposte arrivate sul tavolo. La linea della Casa Bianca resta quella delle ultime ore: il negoziato non è saltato, ma è appeso a un ultimatum secco e ravvicinato. “L’intero Iran può essere distrutto in una notta e quella notte potrebbe essere domani”. Lo ha detto successivamente in conferenza stampa alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un riferimento alla scadenza dell’ultimatum domani alle 20 ora locale, le 2 in Italia.

Trump riconosce che da Teheran è arrivato un movimento, ma lo considera ancora insufficiente. La proposta iraniana, afferma, è “un grande passo”, però “non è sufficiente”. E torna a ribadire il punto che per Washington resta intoccabile: “L’Iran non può possedere un’arma nucleare”, aggiungendo che “la guerra potrebbe finire rapidamente” se l’Iran accettasse certe condizioni e sostiene che oggi gli interlocutori iraniani siano “ragionevoli e non così radicalizzate”.

Trump arriva a dire che in Iran c’è stato un vero e proprio “regime change” e avverte che, se Teheran non si piegherà entro martedì, scatterà una risposta sulle infrastrutture: “Niente ponti, niente centrali elettriche”. Un avvertimento a non continuare a resistere, con il presidente americano che dice che per Teheran sarebbe un errore non arrendersi e lascia intendere che esistono opzioni ancora peggiori.

Dietro questa stretta resta attivo un lavoro diplomatico. Reuters riferisce che Stati Uniti e Iran hanno ricevuto una proposta mediata soprattutto dal Pakistan, costruita in due tempi: prima una tregua immediata, poi un accordo più ampio su riapertura di Hormuz, nucleare, sanzioni e garanzie di pace. Ma il nodo resta lo stesso delle ultime ore: l’Iran ha respinto il cessate il fuoco temporaneo e insiste su una fine permanente della guerra.

Trump ha anche detto che Steve Witkoff, Jared Kushner e JD Vance stanno continuando a parlare con gli intermediari sulla guerra in Iran. L’ultimatum è reale, ma il canale negoziale non è ancora chiuso. È una doppia pressione, militare e diplomatica, che serve a spingere Teheran verso una risposta immediata.

Nel corso della stessa giornata Trump ha alzato ancora il volume della retorica, dicendo che gli Stati Uniti hanno “molte alternative” e che lui vorrebbe “chiudere la questione”. Ha anche rilanciato la sua vecchia linea sul petrolio iraniano, sostenendo che se dipendesse da lui se lo terrebbe. Ma il punto politico che conta davvero è un altro: l’accordo resta possibile solo per pochissimo e la Casa Bianca mostra ormai apertamente quali potrebbero essere i primi obiettivi di un’ulteriore escalation.

“Che dire del salvataggio avvenuto ieri? È qualcosa che si vede raramente!”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel corso della tradizionale caccia alle uova di Pasqua alla Casa Bianca, ha concluso, elogiando il salvataggio dei due piloti americani il cui aereo era stato abbattuto venerdì in Iran. ”Quando succede una cosa del genere, in cui un pilota viene abbattuto, nella maggior parte dei casi non si riesce proprio a intervenire, perché si interviene con 200 persone, molti aerei da combattimento ed elicotteri, e non si ha praticamente alcuna possibilità. Vengono abbattuti. Si perdono 200 uomini per recuperarne uno. È una cosa orribile”, ha aggiunto Trump parlando nel giardino della Casa bianca affiancato dalla First Lady Melania. “Quello che abbiamo fatto è stato recuperarne non uno, ma due! Abbiamo tenuto il primo segreto… per circa un giorno, il che ha migliorato di molto la situazione”, ha detto ancora. L’Iran ha “combattenti capaci. Quel nemico è forte, non così forte come lo era circa un mese fa… ma presto lo scopriremo”, ha concluso, riferendosi probabilmente all’ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz che scadrà domani sera.

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