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Trump, il suo numero di cellulare come moneta di scambio tra giornalisti e lobbisti: ecco perché tutti – o quasi – possono ormai chiamare il Presidente degli Usa

Secondo quanto raccontato da due funzionari al The Atlantic, nelle ultime settimane alla Casa Bianca sarebbero arrivate diverse segnalazioni secondo cui il contatto diretto del presidente circolerebbe sempre più liberamente

Trump, il suo numero di cellulare come moneta di scambio tra giornalisti e lobbisti: ecco perché tutti – o quasi – possono ormai chiamare il Presidente degli Usa

Il numero di cellulare di Trump non è più un segreto. Un funzionario della Casa Bianca: “Situazione fuori controllo, telefonate continue una dopo l’altra”

A Washington il numero di cellulare personale di Donald Trump sarebbe diventato una sorta di valuta informale, ambita da giornalisti, lobbisti e operatori del mondo degli affari. Secondo quanto raccontato da due funzionari dell’amministrazione al magazine The Atlantic, nelle ultime settimane alla Casa Bianca sarebbero arrivate segnalazioni secondo cui il contatto diretto del presidente circolerebbe sempre più liberamente, fino a essere offerto o scambiato in ambienti interessati a ottenere accesso e influenza.

Il recapito, un semplice numero di dieci cifre che però permette di parlare direttamente con il presidente degli Stati Uniti, sarebbe diventato uno degli strumenti più ricercati nei corridoi del potere. Non solo perché consente di bypassare i canali ufficiali, ma anche perché, secondo il magazine, una singola dichiarazione telefonica del presidente può avere effetti immediati sui mercati finanziari, sull’agenda dei media e sul dibattito politico.

“La situazione è ormai fuori controllo“, ha raccontato uno dei funzionari citati da The Atlantic, descrivendo un flusso continuo di telefonate e una diffusione del numero sempre più ampia. Un altro ha spiegato che il presidente riceverebbe chiamate una dopo l’altra.

All’inizio del secondo mandato, raccontano le fonti, il numero sarebbe stato condiviso solo con una cerchia ristretta: amici personali e pochi giornalisti che lo utilizzavano con molta cautela. Con il passare dei mesi, però, il contatto avrebbe iniziato a circolare sempre di più, al punto che lo staff presidenziale avrebbe ormai rinunciato a cercare di controllare chi riesce a contattare Trump. Secondo la ricostruzione del magazine, durante alcune riunioni il presidente lascerebbe il proprio iPhone sul tavolo mentre continuano ad arrivare notifiche di chiamate, spesso da numeri sconosciuti. In alcune occasioni, riferiscono le fonti, Trump avrebbe ricevuto fino a dieci telefonate da giornalisti nel giro di due ore.

I timori

Nonostante questo assedio, la Casa Bianca non sembra intenzionata a intervenire. “A lui piace”, ha detto uno dei funzionari citati da The Atlantic, sostenendo che Trump si senta perfettamente a suo agio nel gestire i rapporti con la stampa. In una dichiarazione riportata dal magazine, la portavoce Anna Kelly ha anzi rivendicato che il presidente sia “il più trasparente e accessibile della storia”, aggiungendo che i media “non ne hanno mai abbastanza”. Dietro le quinte, però, tra i collaboratori cresce una certa preoccupazione. Il timore è che qualcuno possa influenzare direttamente il presidente con informazioni imprecise, teorie cospirative o questioni marginali, costringendo poi lo staff a intervenire per correggere o chiarire le sue affermazioni.

Le preoccupazioni riguardano anche l’impatto pubblico delle conversazioni telefoniche. Secondo The Atlantic, nelle due settimane successive all’attacco americano contro l’Iran Trump avrebbe risposto a circa quaranta telefonate da parte di giornalisti di una decina di testate, tra cui ABC, CBS, CNN, Fox News, New York Times, Washington Post, Politico e la stessa Atlantic. In quel periodo, caratterizzato dall’assenza di conferenze stampa formali, il telefono personale del presidente sarebbe diventato una delle principali fonti per capire la linea della Casa Bianca. Le risposte, spesso rapide e talvolta contraddittorie, avrebbero contribuito ad alimentare una certa confusione.

In un caso, una dichiarazione telefonica rilasciata a CBS News, in cui Trump avrebbe detto che la guerra era “praticamente conclusa”, avrebbe avuto effetti immediati sui prezzi del petrolio e sull’andamento dei mercati azionari statunitensi. Le conversazioni, osserva il magazine, avverrebbero quasi sempre in modo informale, durerebbero pochi minuti e dipenderebbero molto dall’umore del presidente, che può interrompere la chiamata in qualsiasi momento. Nonostante questa imprevedibilità, l’accesso diretto rimane così ambito che, secondo The Atlantic, tra giornalisti e lobbisti sarebbero comparse perfino forme di scambio per ottenere il numero: da altri contatti influenti fino a offerte in criptovalute.

Per ora, concludono le fonti citate dal magazine, non ci sarebbero segnali che Trump sia infastidito dall’assedio di telefonate, né piani per cambiare numero.

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