Un influencer alla Casa Bianca: Trump sceglie l’“alpha male” Nick Adams come inviato speciale
La squadra di Donald Trump si arricchisce di un altro volto dei social. Il Presidente ha infatti scelto Nick Adams per un ruolo decisamente particolare: “inviato presidenziale speciale per il turismo e i valori americani”. La nomina conferma la strategia di Trump: affidarsi a personaggi molto popolari sul web e nel mondo digitale. Ma chi è davvero Adams?
Un ruolo ancora misterioso
Al momento, la nuova posizione non è accompagnata da specifiche tecniche. La notizia è apparsa la scorsa settimana sul sito del Dipartimento di Stato, ma mancano i dettagli: non è ancora chiaro cosa dovrà fare concretamente Adams, né quali siano i confini precisi del suo lavoro.
Dall’Australia agli Stati Uniti
Nato in Australia nel 1984, Adams ha un legame quasi predestinato con l’America: a soli sedici mesi gli fu diagnosticato un grave tumore e fu proprio un medico statunitense a salvarlo, un evento che lui cita spesso come l’inizio del suo amore per gli USA. In patria iniziò presto a fare politica, diventando il vicesindaco più giovane d’Australia, ma la sua carriera si interruppe bruscamente quando il Partito Liberale lo cacciò per comportamenti ritenuti dannosi per l’immagine del movimento (“likely to embarrass or cause damage to the reputation of the party”). Da lì, la decisione di ricominciare tutto negli Stati Uniti.
L’ascesa nel mondo MAGA
Negli USA, Adams è diventato famoso scrivendo libri e scalando i social. Il suo primo successo, Green Card Warrior(2017), fu sponsorizzato da Trump in persona. Poco dopo è arrivato Alpha Kings, con la prefazione del Presidente che lo ha descritto come: “One of my favorite authors and also one of my favorite speakers” (“Uno dei miei autori preferiti e anche uno dei miei oratori preferiti”). Cittadino americano dal 2021, è oggi uno dei volti più noti della galassia politica legata a Trump.
Il mito dell’“uomo alfa”
Online, Adams si è costruito un personaggio provocatorio, presentandosi come il prototipo dell’“uomo alfa”. È amatissimo nella cosiddetta manosphere, quella rete di comunità digitali che difende la mascolinità tradizionale, critica duramente il femminismo e usa spesso toni molto accesi, talvolta giudicati misogini.
Provocazioni e post virali
Sui social Adams è un fiume in piena, tanto da essere spesso definito un “troll”. Si autodefinisce un “maschio alfa di enorme successo” e lancia messaggi che fanno discutere: sostiene che Donald Trump giochi a tennis meglio di Roger Federer e invita i genitori a crescere “i figli perché siano come Kid Rock e Kyle Rittenhouse, NON Taylor Swift e Harry Styles!”. Il suo racconto quotidiano è fatto di stereotipi ostentati: “Yes, I am an alpha male. Yes, I eat rare steaks. Yes, I visit Hooters frequently” (“Sì, sono un maschio alpha. Sì, mangio bistecche al sangue. Sì, vado spesso da Hooters”), aggiungendo: “I lift extremely heavy weights. I read the Bible every night. I am pursued by copious amounts of women” (“Sollevo pesi molto pesanti. Leggo la Bibbia ogni sera. Sono inseguito da moltissime donne”). Molti di questi post sono spariti di recente, ma il suo stile non è cambiato.
La nuova missione
Anche per il suo nuovo incarico, Adams usa toni solenni. In un video ha dichiarato: “My job is to never let a day go by without reminding the world that the United States is worth more than even the sum of our achievements” (“Il mio compito è non lasciare passare un solo giorno senza ricordare al mondo che gli Stati Uniti valgono più della somma dei loro risultati”). Ha poi sottolineato l’importanza dei prossimi anni: “With America 250, the FIFA World Cup, and the Olympics coming up, the world needs to be reminded of all we have to offer” (“Con i 250 anni dell’America, i Mondiali e le Olimpiadi in arrivo, il mondo ha bisogno di essere ricordato di tutto ciò che abbiamo da offrire”).
Tra diplomazia e marketing
Non è la prima volta che il suo nome fa discutere i diplomatici. Quando nel 2025 Trump lo propose come ambasciatore in Malesia, molti esperti rimasero perplessi, visti i rapporti tesi con quel Paese e i post di Adams molto schierati, come: “If you don’t stand with Israel, you stand with terrorists” (“Se non stai con Israele, stai con i terroristi”). Lui, però, assicura di essere autentico: “Questo non è un personaggio… Non è uno scherzo. Non è trolling. Chiunque pensi che questo non sia io, che io non mangi bistecche, che io non beva birra nazionale ghiacciata, che io non respinga la birra woke, si sbaglia. Si sbaglia completamente”. Tra vendita di gadget “Alpha Male” e autopromozione continua, Adams resta una figura che divide l’opinione pubblica, ma che è ormai parte integrante dell’universo trumpiano.

