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Ambiente, Pasquale Frega (Novartis) ai Sindaci: "Insieme per la prevenzione"

Pasquale Frega (Novartis Italia) interviene all’Assemblea di ANCI: “Politica e industria devono fare squadra per affrontare l’emergenza ambientale”. Ecco come i Comuni italiani possono migliorare la qualità della vita dei cittadini, nonostante la scarsità di risorse economiche

 

“Ascoltare. Decidere. Migliorare.” è il titolo della 36° Assemblea Annuale di ANCI, l’associazione dei Comuni italiani, in corso ad Arezzo.

 

Aperto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’evento comprende i contributi del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dei Ministri Boccia, Costa, Lamorgese, De Micheli e Dadone, del Presidente Regione Toscana Enrico Rossi, dell’urbanista Stefano Boeri e di Sindaci molto noti quali Sala, Raggi, Pizzarotti, De Magistris, Merola, Orlando, Palazzi, Mastella e Scajola. Antonio Decaro, primo cittadino di Bari, è stato rieletto per acclamazione alla guida dell’Associazione.

 

Ai lavori partecipano anche esponenti del mondo industriale. Nella tavola rotonda odierna “I Sindaci per un nuovo stile di vita e di sviluppo”, sui problemi del cambiamento climatico, è intervenuto anche Pasquale Frega, Amministratore Delegato Farma e Country President Novartis Italia.

 

“Dobbiamo fare squadra”, ci spiega, “La nostra presenza qui, oltre a rappresentare l’industria farmaceutica, è anche una testimonianza nei confronti della politica, che deve cambiare il paradigma: molte delle sfide del futuro non passano attraverso la ricerca di soluzioni, bensì attraverso la prevenzione”.

 

La necessità di una migliore interazione tra politica e industria è dimostrata anche da statistiche decisamente eloquenti. I dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci dicono che ogni anno nel mondo ci sono circa 7 milioni di morti a causa dell’inquinamento atmosferico. Le aree a maggiore incidenza sono l’Asia meridionale e orientale. In Europa, i decessi sono circa 500.000, a causa di problematiche cardiovascolari, cancro al polmone e malattie respiratorie croniche, compresa l’asma. I decessi dovuti a patologie dell’apparto respiratorio sono circa 1,8 milioni. Nel mondo, più del 90% di bambini sotto i 15 anni respira aria inquinata, che causa circa 600.000 morti infantili.

 

Con 58.600 morti, l’Italia è al secondo posto in termini assoluti per decessi provocati dalle polveri sottili (dopo la Germania), ma in rapporto al numero di abitanti siamo al primo posto nell’Europa occidentale. Un altro triste primato è quello dei numeri assoluti dei morti da biossido di azoto (14.600) e per l'ozono (3.000).

 

“Oltre a sviluppare soluzioni terapeutiche per patologie legate all’inquinamento che sono in grande crescita, come l’asma e le broncopneumopatie ostruttive, Novartis è impegnata anche a trovare soluzioni per il problema, prima che il sistema arrivi al collasso socio-economico, senza lasciare più possibilità di intervento”, continua Pasquale Frega.

“Siamo in una fase nella quale c’è una presa di coscienza più forte. Recentemente il Governo (attraverso il decreto-clima e la relazione del Ministro Speranza sull’impatto dei temi ambientali sulla salute) ha dimostrato che in Italia si sta decidendo di fare degli importanti passi in avanti”.

 

In occasione dell’Assemblea di ANCI, Novartis ha annunciato l’inizio di una collaborazione con Enel: “Come industria vogliamo essere attivi nella soluzione dei problemi. Oggi abbiamo iniziato l’inizio di questa collaborazione, finalizzata a mettere a fattore comune le nostre competenze e trovare soluzioni per aiutare le città e i comuni a gestire le problematiche legate all’inquinamento e alle varie patologie correlate. L’Italia, come sappiamo, è campionessa del mondo di sopravvivenza, ma la qualità della vita deve essere gestita in maniera diversa. Con le poche risorse che ci sono a disposizione, la prevenzione è la miglior strategia”.

 

Quali sono le azioni concrete che le città possono intraprendere per prevenire il problema?

 

“Tutte le politiche che possono portare a un abbassamento dei livelli dell’inquinamento, dalla mobilità intelligente al fare cultura nei confronti della popolazione. Ad esempio, il tema della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)  è poco conosciuto, ma in questo Paese riguarda numeri impressionanti. Questa patologia riduce la capacità polmonare del 70% rispetto a quella di un accanito fumatore. Negli scorsi anni ci si è concentrati molto sulla lotta al fumo, ottenendo risultati significativi, ma si sono ignorate patologie come la Bpco e l’asma, che sono in grande crescita e sulle quali non c’è coscienza nei cittadini e nella politica. Uno dei primi traguardi dovrebbe essere proprio una presa di coscienza rispetto a queste problematiche specifiche”. 

 

Lei cita il tema delle risorse economiche, ma questo è un problema notevole per gli enti locali…

 

“L’industria ha sia la volontà che le risorse per collaborare. Bisogna rompere la barriera della collaborazione pubblico/privato, che in questo Paese non è sempre vista bene e quindi a volte risulta difficile. La politica deve capire che l’industria, in generale, ha necessità di un livello di collaborazione diverso, ad esempio per consentire ai comuni di gestire meglio le risorse. La parola-chiave, come dicevo prima, è ‘prevenzione’. Grazie alla nostra esperienza nel farmaceutico sappiamo che ogni euro investito in prevenzione equivale a dieci euro risparmiati in costi di salute: questo paradigma va adottato anche dai decisori politici. La prevenzione dell’inquinamento è la leva economica più importante che si debba mettere in campo. Il concetto dei ‘costi evitati’ ancora oggi non è al centro delle strategie politiche, ma su questo noi possiamo contribuire mettendo una bella esperienza specifica a disposizione dei comuni e in generale della classe politica”.

 

Quali sono i passi che si possono fare sul piano della produzione?

 

“Dal punto di vista degli impianti industriali, Novartis è leader: i nostri impianti che producono farmaci sono a impatto zero. Gli obiettivi, decisi e approvati dall’Executive Committee Novartis nel 2018, sono riassumibili in queste formule: Carbon Neutrality (in pratica emissioni zero di anidride carbonica) entro il 2025, Plastic Neutrality (equilibrio tra plastica prodotta e riciclata) e Water Neutrality (nessun impatto sull’acqua) entro il 2030. L’industria farmaceutica nel suo complesso è ai massimi livelli per quanto riguarda la riduzione dell’impatto ambientale”.

 

Cosa si può fare, invece, sul problema della dispersione dei farmaci nell’ambiente?

 

“E’ un’importante area di intervento per tutelare la qualità dell’acqua. La dispersione dei farmaci è dovuta in larghissima misura alle conseguenze dl trattamento dei pazienti e a smaltimenti non corretti. Tuttavia, in piccola

parte potrebbe derivare da reflui industriali o di laboratorio. Per questo in Novartis è attivo un regolare sistema di monitoraggio dell’eventuale presenza di residui di sostanze farmaceutiche negli effluenti prossimi agli insediamenti del Gruppo”.

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