Ancona, 30 nov. (Labitalia) - Un incontro per tracciare le opportunità su cui puntare per il rilancio e lo sviluppo del tessuto produttivo delle Marche, una mappa delle 'traiettorie di futuro' in grado di portare l’economia regionale ad una solida ripresa di fronte alle difficoltà della crisi sanitaria e delle relative misure di contenimento. Questo quanto al centro del webinar organizzato da Confindustria Marche e Intesa Sanpaolo, che ha visto la partecipazione anche del mondo istituzionale regionale.Dopo l’introduzione ai lavori da parte di Claudio Schiavoni (presidente di Confindustria Marche), Gregorio De Felice (chief economist Intesa Sanpaolo) ha portato all’attenzione dei numerosi rappresentanti mondo imprenditoriale, economico e istituzionale collegati una approfondita panoramica del 'fabbisogno delle imprese marchigiane e delle criticità da superare'. Una analisi cui hanno fatto seguito le riflessioni di Diego Mingarelli (vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l’Europa) e Cristina Balbo direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo) nell’ambito della tavola rotonda sul tema 'I fondi strutturali come strumento di ripartenza per le Marche'. Conclusioni affidate al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ed al presidente del consiglio delle rappresentanze regionali Confindustria, Vito Grassi.Secondo i dati illustrati da Gregorio De Felice nel contesto di una economia nazionale fortemente colpita dalla pandemia, per la quale il totale recupero dei livelli di pil è prevista per il 2025, le Marche sono tra le regioni più in difficoltà sia a causa della specializzazione in alcuni settori fortemente colpiti come Moda e Casa, sia per una situazione già debole del sistema industriale regionale. Le difficoltà della regione vengono da lontano e interessano i suoi settori di specializzazione: calzature, elettrodomestici, mobili, abbigliamento e pelletteria. In difficoltà anche il turismo, condizionato dal sisma del 2016, seppure il settore è stato meno impattato dalla crisi legata al Covid grazie ad una percentuale molto alta di turismo nazionale ed una stagionalità dei flussi concentrata sui mesi estivi. Diverse, secondo il report presentato dal cief economist di Intesa Sanpaolo, le priorità da affrontare per un rilancio del territorio: mercati esteri e internazionalizzazione, ambiente e sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, ritrovata competitività di alcuni settori tradizionali e sviluppo di nuove specializzazioni. Obiettivi ambiziosi che possono essere raggiunti solo attraverso la leva degli investimenti, da accompagnare con la valorizzazione del capitale umano. Fondamentale sarà creare un circolo virtuoso tra imprese, scuola (Università e Istituti Tecnici in primis) e istituti di ricerca (tra i quali competence center e innovation hub), per favorire la formazione, lo scambio di competenze e il trasferimento tecnologico."I fondi strutturali - ha dichiarato Diego Mingarelli, vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l'Europa - che ammonteranno a circa 1 miliardo di euro, rappresentano le uniche risorse con cui da 10 anni si riesce a fare una politica industriale a livello regionale . In questa fase storica diventano ancora più strategici perché possono contribuire al rilancio degli investimenti delle nostre piccole e medie imprese e alla loro capacità di innovarsi per far fronte alle sfide che dovremo affrontare. Nella vecchia programmazione le aziende marchigiane hanno dimostrato di investire, al punto che la richiesta di incentivi è stata superiore alla domanda. Come Piccola Industria Confindustria e Confindustria Marche abbiamo chiesto di semplificare e di prevedere anche dei meccanismi automatici per l'erogazione dei fondi, per poter garantire alle aziende risorse certe e tempestive e di garantire una programmazione strutturata per consentire alle aziende di pianificare le proprie attività"."La crisi innescata dalla pandemia - ha spiegato Cristina Balbo, direttrice regionale di Intesa Sanpaolo - ha colpito duramente le Marche, per la forte presenza di alcuni settori fortemente impattati dal calo dei consumi e dell’export ma anche perché si è innestata su un contesto già indebolito. Per uscirne bisogna reagire velocemente, intervenendo sui gap strutturali del tessuto economico imprenditoriale e cogliendo nel contempo le nuove opportunità. In questo contesto è centrale fare squadra, ognuno nel proprio ambito, tra tutti gli attori del territorio . Da parte nostra fin dall’inizio dell’emergenza siamo stati vicini al territorio per dare sostegno alle aziende, per far fronte al bisogno di liquidità e per accompagnare le imprese nei percorsi necessari all’uscita dalla crisi". "Nei primi nove mesi dell'anno - ha rimarcato la Balbo - abbiamo erogato oltre un miliardo di euro di nuovo credito alle imprese marchigiane e concesso 10mila sospensioni di finanziamenti per un controvalore di 1,5 miliardi. La collaborazione con le Istituzioni e le imprese è cruciale per potenziare azioni condivise e approntare strategie adeguate a una realtà economica che sta cambiando". "La crisi - ha chiarito - si sta rivelando un acceleratore di trasformazioni che erano già in corso che, se opportunamente colte, possono contribuire al rilancio economico: digitalizzazione, attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, possibile riorganizzazione delle catene di fornitura, senza dimenticare l’importanza del consolidamento aziendale e dei rapporti di filiera. Questi asset rappresentano al contempo delle necessità e delle opportunità per le nostre aziende di ogni dimensione".

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