Guerra Russia Ucraina

L'attacco della Russia e l'invasione dell'Ucraina



L'invasione russa dell'Ucraina avviata una settimana fa (24 febbraio 2022) continua con bombardamenti a tappeto su tutte le principali città del Paese. Nelle ultime ore colonne militari del Cremlino sono arrivate alle porte di Kiev e hanno occupato l'aeroporto di Hostomel, diventato punto di sbarco per unità aviotrasportate. Le truppe russe stanno tentanto anche di sbarcare via mare a Mariupol e Odessa. La prima città a cadere ufficialmente in mano russa è Kherson, mentre Kharkiv è soggetta a intensi bombardamenti. Nel frattempo l'Occidente si è unito contro l'invasione russa. Gran Bretagna, Regno Unito e Unione Europea hanno imposto sanzioni durissime al Cremlino. Anche la Svizzera ha abbandonato la sua tradizionale neutralità adottando anch'essa le sanzioni Ue. Alcuni Paesi della Nato, tra cui l'Italia, sostengono l'Ucraina con aiuti miitari. Nell'ultima assemblea dell'Onu ben 141 Paesi hanno votato contro l'invasione russa. Tra gli astenuti ci sono Cina e India.


Guerra Russia Ucraina, le possibili conseguenze



Nel pieno della guerra Russia Ucraina è impossibile impotizzare quali saranno le conseguenze del conflitto. Molto dipenderà dalla volontà di Vladimir Putin, il cui sogno ormai coclamato è quello di ricostruire l'impero sovietico. Il presidente russo nell'annunciare l'invasione ha dichiarato che l'obiettivo era qullo di “demilitarizzare ma non occupare” l'Ucraina. E' quindi possibile che una volta conclusa l'offensiva il Cremlino si “accontenti” di annettere le repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk nel Dombass.


Putin pronto ad attaccare la Nato



Ad oggi la possibilità che la Russia attacchi uno dei Paesi Nato si è fatta ancora più concreta. Vladimir Putin infatti considera il supporto militare all'Ucraina e le sanzioni economiche da parte di USA, Unione Europea, Regno Unito e altri Paesi come un vero e proprio atto di guerra. Recentemente poi è emerso un documento rubato da una talpa nel Fsb, il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, in cui si descrive una roadmap per il lancio di missili verso “obiettivi designati” nelle Repubbliche baltiche e Polonia nel caso in cui l'Occidente non ritiri le sanzioni. Tale possibilità è supportata dalle presunte dichiarazioni del generale Igor Yevgenyevich Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, citate nello stesso documento: “l'Europa e in generale tutto l'Occidente hanno dichiarato guerra alla Russia”.


Repubbliche baltiche



Con il termine Repubbliche baltiche si fa riferimento ai tre Paesi sulla costa orientale del Mar Baltico, ovvero Estonia, Lituania e Lettonia. Queste tre nazioni fino al 1918 hanno fatto parte dell'impero russo e nel 1940 sono state nuovamente occupate dall'Unione Sovietica, da cui hanno poi ottenuto l'indipendenza nel 1991. Estonia, Lituania e Lettonia sono membri dell'Unione Europea e nel 2004 hanno aderito anche alla Nato. Nonostante si tratti di nazioni affiliate all'alleanza atlantica è possibile che Vladimir Putin le consideri ancora un territorio russo (come forse la Polonia) e per questo potrebbe diventare il prossimo obiettivo del Cremlino dopo l'Ucraina in caso di ulteriore estensione del conflitto in corso.
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