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Marketing
Upa contro Facebook: "Ridurre le opacità"

Per la seconda volta in un mese, Facebook ammette di aver sbagliato la misurazione dei dati. Lo scorso settembre il problema riguardava la visualizzazione dopata dei video. Questa volta tocca alle informazione distorte sulle interazioni tra amici. In entrambi i casi, il social network ha falsato i rilievi e, di conseguenza, le scelte degli inserzionisti. Facebook si è già messa al lavoro, con ComScore e Nielsen. Ma per Upa non è abbastanza: il presidente dell'associazione, Lorenzo Sassoli de Bianchi, ha rilasciato una dura dichiarazione: “Al di là dei giudizi di merito su come si possa commettere questo tipo di errore”, spiega l’Upa, “sentiamo sempre più la necessità, nell’articolato e complicato panorama dei media, di un approccio di metodo per ridurre le opacità, minimizzare gli errori e investire al meglio, comunicare senza dispersione e misurare i ritorni”.

Serve, ha continuato Sassoli, “realizzare un ‘libro bianco sul digitale’ con la partecipazione dell’intero sistema della comunicazione. L’obiettivo – prosegue – è quello di individuare linee guida comuni a tutti per una trasparenza condivisa”. L'iniziativa rispenderebbe alla “necessità di utilizzare metriche di misurazione condivise e certificate da istituti terzi: non può essere il mezzo che, pur grande e potente, fornisce da solo i propri risultati”.

 

 

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