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Ascolti Tv Sanremo: Grazie ai precari e ai tecnici Rai con stipendi da fame
DIODATO (foto Lapresse)

SANREMO: MENTRE I DIRIGENTI RAI BALLAVANO IN PRIMA FILA, TECNICI E PRECARI PAGATI POCO E MALE MANDAVANO AVANTI LA MACCHINA

Gli ascolti Tv e i dati Auditel della Finale del Festival di Sanremo 2020 hanno visto risultati in linea con il trionfo delle serate precedenti chiudendo a 11.4 milioni di spettatori (60% di share). Grande successo di Amadeus, di Fiorello, di Rai1 e ovviamente di tutta la macchina organizzativa di Sanremo, con tutte le sue professionalità distinte. 

Nel tripudio di esaltazioni e giubilo, la Consigliera di Ammimistrazione Rai in quota Pd Rita Borioni spende  su Facebook una encomiabile parola proprio per "le lavoratrici e i lavoratori della Rai, precari o meno, a tempo determinato o indeterminato".

"Non mi riferisco" scrive la Consigliera, "a coloro che avete visto nelle prime file del teatro Ariston che ballavano e si agitavano più o meno a tempo durante lo spettacolo (e di cui noi abbiamo ampiamente parlato nel nostro scoop, clicca qui per leggere), ma a coloro che dietro le quinte hanno fatto funzionare una macchina elefantiaca fatta di scene, luci, suoni, tempi, testi,scalette, interviste, riprese, amministrazione, logistica. Sono le lavoratrici e i lavoratori Rai da meno di 2000 euro al mese, spesso da meno di 1500. Sono coloro che per giorni, alcuni per settimane, si sono svegliati prestissimo e sono andati a letto dopo le 3 di notte per seguire (a volte per inseguire) i ritmi della kermesse. Sono quelle e quelli che sono troppo spesso stati sistemati dall'azienda in alberghi e pensioni a 4, 5, 7 chilometri dal teatro Ariston (per lasciare gli alberghi in centro a chi conta di più, a coloro che abbiamo visto nelle prime e nelle seconde file della platea), che la notte hanno dovuto attendere 40 minuti un taxi per tornare a dormire in albergo per qualche ora".

Prosegue ancora in tono accorato la Borioni: "Sono quelli che hanno continuato a lavorare malgrado tutto: la stanchezza, le condizioni spesso difficili, l'affollamento in spazi angusti, il caldo, i nervi che saltavano, la chiusura del programma che, giorno dopo giorno, si faceva più lontana. Sono il vero patrimonio di questa azienda, sono i delicati e preziosi ingranaggi di una macchina complessa e spesso difficile da comprendere da dentro come da fuori. E sia chiaro: ci sono direttori e dirigenti che stimo infinitamente in Rai, persone che danno e hanno dato l'anima anche nell'ultima settimana a Sanremo. Ma oggi il vero grazie, sincero e tutt'altro che formale, va a quelle e quelli che in Rai lavorano con stipendi (bassi) e condizioni di lavoro e di trasferta (spesso difficilissime) di cui i giornali non parlano e per cui non si indignano. E invece dovrebbero".

Ecco, il sottoscritto autore di questo articolo s'indigna - e anche parecchio - e si associa al ringraziamento della consigliera Borioni nei confronti dei precari, dei tecnici, dei professionisti e delle maestranze che - dimenticati dai riflettori, e troppo impegnati a lavorare sodo per ballare e sgambettare nelle primissime file - hanno contribuito in maniera fondamentale al successo di questo Festival. 

Anche il Consigliere di Amministrazione Rai in quota dipendenti Riccardo Laganà si associa alla collega Borioni. "Per molti una "scoperta", dichiara, "per altri una nuova medaglia sul petto. Per me è consuetudine, ciò che la Rai dovrebbe esser sempre: libera di assolvere al suo servizio e che si poggia su eccellenze spesso svilite fuori e dentro Rai. Mi unisco ai ringraziamenti arrivati da Rita Borioni e Vittorio Di Trapani (UsigRai)".

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