In Italia si recupererebbero 3.5 giorni al mese. Meno che in Russia dove il risparmio di tempo equivarrebbe a 5,6 giorni, ma più o meno quanto in Germania (3,8 giorni) e Regno Unito/Irlanda (3,2 giorni).
E’ quanto emerge da una recente ricerca Censuswide/Ricoh che ha coinvolto 3.600 dipendenti di aziende europee, cui è stato chiesto quanto tempo in un mese si risparmierebbe grazie all’adozione di tecnologie innovative per la digitalizzazione.
Dalla ricerca emerge come gli italiani, in particolare, aspirino a un ambiente di lavoro fortemente digitalizzato, con il 64% dei dipendenti che confidano nel fatto che l’innovazione tecnologica avrebbe un impatto davvero positivo sulla giornata lavorativa. Una percentuale più alta della media europea. Nel vecchio continente sono 4 su 10 gli intervistati che si aspettano di svolgere, grazie alle nuove tecnologie, un lavoro che oggi non esiste e che sono ottimisti a riguardo.
I vantaggi più significativi sono: un accesso ai dati più immediato (44% del campione); la possibilità di lavorare da casa più frequentemente (42%); la riduzione delle attività ripetitive (41%); l’automazione dei processi amministrativi (36%).
Il Paese più digital-scettico appare la Francia, dove i risparmi di tempo ottenibili grazie alla digital transformation si fermano a 1,8 giorni mensili.

