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Garlasco, Klaus Davi: "L'ospitata di Sempio a Verissimo? Altro che scandalo, è stata una partecipazione scientifica. Ecco perchè ha scelto Silvia Toffanin"
Il giornalista e opinionista Klaus Davi commenta così l'ospitata di Andrea Sempio nel salotto di Silvia Toffanin, prendendo le difese di Mediaset e dell'indagato

Andrea Sempio
Garlasco, il giornalista Klaus Davi: "Sempio a Verissimo per parlare alle donne e ai giovani. Difficile che venga condannato"
Nessuno scandalo, anzi una scelta ben precisa: quella di esporsi, pur rischiando di ricevere critiche - pronostico che, nei fatti, si sta rivelando realtà - per parlare al grande pubblico, quello della domenica pomeriggio, quello del varietà, del gossip, del puro commento da salotto.
Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, seduto davanti a Silvia Toffanin non fa impressione, né dovrebbe farla: cosa c'è di strano, in fondo, in un'intervista volta a raccontare la "sua verità?". La pensa così Klaus Davi, giornalista e opinionista, che intercettato da Affaritaliani dice la sua su una pertecipazione che non ha lasciato indifferente il pubblico dei social e della tv.
"Io ragiono da giornalista sul campo. Certo, è un grande scoop, ma chi non l'avrebbe fatto? Ormai vale più il percepito che il processo, perché il percepito agisce sull’immagine, sulla reputazione di persone accusate anche di cose così gravi", ha detto Davi. "Verissimo è un programma familiare, che fa ascolti importanti e che parla a un target che non è quello dei giornali. Sempio ha detto la sua versione di fatti, ma la cosa non mi stupisce, noi siamo ben americanizzati al riguardo", ha proseguito.
Processi e tv
Non è la prima volta che accade. "Abbiamo visto Massimo Bossetti ospite della Fagnani. Anni prima, Renato Bilancia intervistato da Paolo Bonolis in Rai. Ma portare sullo schermo anche certe personalità più complesse è deontologico", aggiunge Davi, sottolineando la natura della società dello spettacolo e della televisione come piattaforma di racconto dei processi. Una direzione che non è né bene, né male, ma semplicemente ciò che è. "Garlasco è un processo con elementi ormai storici, durato anni. Il racconto in questi casi è tutto, più dell'aula giudiziaria".
Sbagliato, in ogni caso, sostenere che i media influenzino l’andamento dei processi. "Se così fosse - osserva - non esisterebbero sentenze apertamente impopolari". Un esempio è il caso dell’Imam di Torino, scarcerato nonostante il forte allarme sociale, che dimostra invece che la magistratura decide secondo una propria logica giuridica, indipendente dal clima mediatico. "Da cittadino non mi sento protetto sapendo che in libertà ci sono soggetti percepiti come pericolosi", prosegue. Insomma, la giustizia segue criteri autonomi e necessari, con i quali i media non competono.
"L'Italia? Un paese responsabile"
La scelta della Mediaset di intervistare Sempio ha comunque attirato l'ira dei commentatori dei social. Una scelta azzardata, che avrebbe mancato di rispetto alla famiglia di Chiara Poggi, cancellando il confine della decenza. Eppure per Davi nulla di sbagliato: "In Italia c’è molta più responsabilità che altrove. Noi siamo cauti, forse perchè le querele fioccano. Quì c'è meno crudeltà di quella che in certe culture anglosassoni può sfociare in sadismo. Io difendo la stampa italiana: certo, c’è chi esagera, ma noi non abbiamo i tabloid veri e propri che vogliono il sangue".
Sbagliate anche le critiche a Sempio, che a suo dire ha avuto la forza di "metterci la faccia". "Si è esposto tantissimo - sottolinea il giornalista - la sua è una partecipazione scientifica: ha parlato al grande pubblico, quello che legge i siti e non i giornali. È stata una scelta voluta: non è andato da Agorà, trasmissione che guarda a un pubblico più colto, ma ha scelto Verissimo per parlare ai giovani e alle donne". Quanto all'esito del processo, difficile stabilire in che direzione si andrà. "La mia sensazione è che non ci sia più la convinzione che Stasi sia il colpevole. Ma condannare Sempio dopo tanti anni, senza la pistola fumante, lo vedo francamente difficile".
